Confermato anche per il 2026 il bonis colonnine domestiche, pensato per incentivare la diffusione dei mezzi di trasporto elettrici. A rendere certa la notizia, riporta SkyTg24, è stato il DPCM automotive dello scorso giugno, che dà conferma dell’agevolazione fino al 2030.
Nonostante non ci sia ancora certezza sulle date di apertura e chiusura delle domande, si conoscono gli importi, le spese ammissibili e le modalità per farne richiesta. Vediamo meglio tutti i dettagli e le informazioni di cui si è a conoscenza finora, per poter ottenere il bonus colonnine domestiche.
bonus colonnine elettriche confermato nel 2026

Nel 2026 continuerà a essere fruibile il bonus colonnine domestiche, con la firma del DPCM automotive dello scorso giugno. L’agevolazione, fa sapere SkyTg24, supporta la diffusione dei mezzi di trasporto elettrici non solo per quest’anno, ma fino al 2030.
Nello specifico, il bonus copre le spese “per gli acquisti di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica da parte di utenti domestici“, ovvero non accessibili al pubblico. Il contributo è pari all’80% del prezzo di acquisto e della posa in opera della colonnina, a condizione che si rientri in un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente.
Il limite di spesa ammonta a 8mila euro in caso di posa in opera delle infrastrutture sulle parti comuni degli edifici condominiali, come riportato negli articoli 1117 e 1117-bis del Codice civile. Si fa riferimento, per esempio, alle aree destinate al parcheggio dei veicoli di chi abita l’immobile.
In totale, per l’attuazione degli interventi, sono stati stanziati 15 milioni di euro per il 2026, di cui 10 milioni disponibili dal conto residui del 2025. Vanno aggiunti altri 5 milioni disponibili per quest’anno. La legge prevede anche i fondi futuri, come riportato su SkyTg24: “15 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 8 milioni per l’anno 2030, a valere sugli stanziamenti previsti per le medesime annualità“.
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Come richiedere il bonus colonnine 2026
L’importo che spetta a ogni richiedente del bonus verrà accreditato sul suo conto corrente, entro 90 giorni dal termine della presentazione della domanda. La richiesta dovrà essere presentata in maniera telematica, sulla piattaforma di Invitalia, dedicata al contributo.
Per accedervi si possono utilizzare le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Al momento, però, la pagina non è attiva, in quanto in attesa di provvedimenti attuativi. Per quanto riguarda le spese ammissibili, fino allo scorso anno rientravano:
- l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica, comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio
- la progettazione, la direzione lavori, sicurezza e collaudi
- i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD, point of delivery
Non sono ammissibili al contributo, invece, le spese per le imposte, le tasse e gli oneri di qualsiasi genere, quelle inerenti a terreni e immobili, infine le spese per l’acquisto di servizi diversi da quelli previsti dal precedente decreto, anche se funzionali all’installazione. SkyTg24 sottolinea che, per richiedere il bonus, tutti i pagamenti devono essere tracciabili, mentre le colonnine devono essere:
- nuove di fabbrica
- di potenza standard
- collocate nel territorio nazionale e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari
- realizzate secondo la regola d’arte ed essere dotate di dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale n. 37/2008
- a esclusivo uso privato e non accessibili al pubblico se il contributo è richiesto da una persona fisica;
- destinate all’utilizzo collettivo da parte dei condòmini e non accessibili al pubblico se il contributo è richiesto da un condominio
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