Spesso le giornate dei genitori scorrono tra la pianificazione di un’alimentazione equilibrata e la scelta delle attività sportive più adatte per i propri figli. Eppure, viene trascurato un ingrediente essenziale per il loro sviluppo: la risata. Far ridere i bambini non è solo un gesto spontaneo o un momento di leggerezza nella giornata, è qualcosa che influenza la crescita.
Secondo quanto riporta “Corriere della Sera”, Elisa Fazzi, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e ordinaria di Neuropsichiatria infantile all’Università di Brescia, sottolinea quanto far ridere i bambini non sia intrattenimento fine a se stesso, ma un modo di stare in relazione, di entrare in sintonia e di costruire fiducia:
La risata non è una ‘terapia’ magica. […]
È, piuttosto, un buon indicatore della qualità di una relazione.
Riteniamo fondamentale sottolineare il valore di tutte quelle esperienze relazionali positive che contribuiscono a migliorare e sostenere lo sviluppo del cervello in età evolutiva.
La risata è una di queste.
Perché far ridere i bambini è così importante per la crescita?

La risata condivisa ha un valore relazionale profondo per i più piccoli. Quando il genitore entra in sintonia con il bambino attraverso il gioco e l’umorismo, si crea uno spazio di fiducia che rafforza il legame e fa sentire il piccolo al sicuro. In questo clima, esplorare il mondo diventa più naturale: si prova, si sbaglia, si riprova con meno paura e più curiosità.
Come sottolinea la dott.ssa Elisa Fazzi al “Corriere della Sera”, la gioia condivisa non è una distrazione dall’educazione, ma una sua componente reale che sostiene lo sviluppo neuropsichico:
Per decenni abbiamo relegato il gioco e la risata infantile nel recinto del ‘tempo libero’, un intervallo ricreativo che sottrarrebbe ore preziose alle attività cognitive strutturate.
Le recenti evidenze neuroscientifiche, però, ci impongono una rivoluzione copernicana.
La risata non è più da considerarsi un’interruzione dell’apprendimento, ma un suo catalizzatore.
Per i genitori, quindi, questo significa cambiare prospettiva: il benessere emotivo non arriva dopo l’educazione, ma la accompagna fin dall’inizio. A confermare questa tesi è anche la ricerca. Lo studio A Protective Factor for Emotional and Behavioral Problems in Children: The Parental Humor, pubblicato su “PubMed” evidenzia che la risata è un comportamento profondamente sociale: nasce nell’interazione, si diffonde tra i bambini e accompagna momenti di gioco e cooperazione. In questo senso, non è solo espressione di allegria e leggerezza, ma anche un segnale di connessione e partecipazione al gruppo.
Far ridere i bambini: i benefici sul benessere generale
La ricerca A Protective Factor for Emotional and Behavioral Problems in Children: The Parental Humor, dimostra che la risata contribuisce ad abbassare in modo significativo i livelli di cortisolo. Quando lo stress si riduce, cambia anche il modo in cui i bambini affrontano ciò che li circonda.
Secondo i risultati dello studio, crescere in ambienti in cui l’umorismo è presente e incoraggiato si associa a una maggiore capacità di risolvere problemi, a una mente più flessibile e a una migliore adattabilità di fronte agli imprevisti, ma non solo. Inoltre, i bambini tendono anche a sviluppare relazioni più fluide con i coetanei, mostrando una maggiore empatia nelle interazioni quotidiane. A sostegno di questa tesi, come riportato da “Corriere della Sera”, la dott.ssa Elisa Fazzi dichiara:
In un’epoca segnata da una preoccupante accelerazione dei ritmi infantili, la risata attiva una vera e propria ‘farmacia naturale’ interna, essenziale per prevenire l’esaurimento precoce.
Induce una riduzione drastica di cortisolo ed epinefrina, gli ormoni dell’allerta, spegnendo l’iperattivazione del sistema nervoso legata allo stress.
Il rilascio massiccio di dopamina, serotonina ed endorfine, neurotrasmettitori del benessere, trasforma lo stato mentale del bambino, portandolo da una modalità di difesa a una di apertura e curiosità.
Oltre ai neurotrasmettitori, il riso influenza la produzione di anticorpi, collegando direttamente lo stato emotivo alla salute fisica, migliorando quindi il benessere generale.
Questo non significa trasformare ogni momento in gioco o sostituire le regole e il normale apprendimento. Far ridere i bambini non è solo un gesto affettuoso, ma una scelta educativa che, se inserita in un rapporto stabile e attento, può accompagnare meglio la loro crescita.
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