Si sta definendo sempre di più la figura del surviror specialist negli ultimi anni. Si è conclusa il 25 giugno scorso la masterclass di senologia “Nicoletta Biglia”, il primo corso italiano dedicato proprio a questo specialista per le donne che hanno superato il carcinoma della mammella, presso l’Ospedale Mauriziano di Torino.
Il percorso dura un anno ed è volto a formare una nuova figura professionale: si tratta di un soggetto ibrido, capace di muoversi tra endocrinologia, oncologia e ginecologia, che accompagna le pazienti oncologiche anche dopo la fine delle terapie. Per tale ragione la masterclass, che si ripeterà anche per l’anno 2026-2027, ha coinvolto non solo medici e specializzandi, ma anche infermieri, fisiatri, fisioterapisti e radiologi.
Una figura ancora in via di definizione, ma che già si pone come necessaria per la vita delle donne. A tal proposito, il dottor Stefano Burlizzi, responsabile della Chirurgia senologica dell’Ospedale Perrino, e il dottor Luca Sgro, Medico Chirurgo, specialista in Ostetricia e Ginecologia e Dirigente Medico presso Ospedale Mauriziano, hanno definito la questione “un hot topic in questo momento in Italia“.
Una masterclass che forma survivorship specialist

È iniziato il 25 settembre 2025 il percorso formativo dedicato alla survivorship nel carcinoma mammario, concluso lo scorso 25 giugno presso l’Ospedale Mauriziano di Torino. La masterclass di senologia “Nicoletta Biglia”, accreditata ECM e patrocinata da AIOM, AOGOI, AGUI, ANISC, Senonetwork ed Europa Donna, rappresenta il primo corso italiano finalizzato alla formazione del survivorship specialist.
Luca Sgro, Piergiorgio Spanu e Stefano Burlizzi hanno, quindi, diretto la masterclass caratterizzata dalla trasversalità dei professionisti coinvolti, provenienti da Piemonte, Lombardia, Liguria, Sardegna, Puglia, Veneto e Svizzera. Oltre a specializzandi in ginecologia e chirurgia generale, tra gli iscritti figurano ginecologi, chirurghi, oncologi e radioterapisti, a cui si sono aggiunti infermieri, fisiatri, fisioterapisti e radiologi.
Ciò dimostra che il programma non coinvolge una singola specialità, ma tutte le figure professionali che sostengono la paziente a lungo termine, in ogni aspetto del suo percorso, dalla diagnosi fino al post-terapie. Per tale ragione, il corso è articolato in dodici moduli, ciascuno dedicato a un momento specifico della malattia. Si passa dalla diagnostica per immagini alla chirurgia oncologica, dal trattamento medico agli effetti a lungo termine delle terapie, fino alle dimensioni psicosociali ed economiche della sopravvivenza oncologica.
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L’importanza del survivorship specialist

La masterclass di senologia “Nicoletta Biglia” è nata, quindi, dall’idea che la cura della paziente con carcinoma mammario non termina con la fine delle terapie, ma prosegue anche nel percorso di sopravvivenza della donna. Il dottor Burlizzi sostiene:
Il programma nasce dalla convinzione che la cura della paziente con carcinoma mammario non si esaurisca con la fine dei trattamenti, ma richieda una presa in carico specifica e multidisciplinare lungo tutta la sopravvivenza, un ambito ancora poco strutturato nella formazione medica italiana, nonostante riguardi oggi centinaia di migliaia di donne nel nostro Paese.
Si tratta di una lacuna importante in ambito sanitario, se si pensa che il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia. Nel 2024, per esempio, sono state stimate circa 53.686 nuove diagnosi, di cui uomini 621 e donne 53.065, quest’ultime con una sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi dell’88% e la probabilità di vivere ulteriori 4 anni condizionata ad aver superato il primo anno dopo la diagnosi del 91%.
Questi sono i dati del volume I numeri del cancro in Italia 2025 e sottolineano che sono 925mila le donne viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella, anche se lamentano un impatto significativo sulla loro qualità di vita fino a oltre 10 anni dalla fine dei trattamenti. Si comprende, a questo punto, come sia necessario, in Italia, creare specialisti in grado di confrontarsi e curare tali problematiche.
Lo stesso scenario è merso dal lavoro scientifico Investigating Physical, Social, Emotional, and Health Frailties of Cancer Survivors after Cancer Treatment: The Urgent Call for Tailored Multidisciplinary Survivorship Plans in Italy, che ha come prima autrice Stefania Moramarco. La ricerca ha evidenziato le difficoltà fisiche, mentali, sociali e sanitarie riscontrate dalle 62 pazienti sopravvissute al cancro, coinvolte nello studio.
Lo specialista ad hoc per la qualità di vita delle pazienti oncologhe

Si inserisce in questo contesto, allora, la figura del survivorship specialist, professionista in grado di muoversi tra endocrinologia, oncologia e ginecologia. Non si tratta ancora di un ruolo istituzionalizzato, ma attualmente in via di definizione. Commenta così il dottor Sgro l’importanza di tale professionista:
La figura del survivorship specialist è una figura che si sta definendo in questi anni e richiede competenze ampie su campi estremamente differenti.
La nostra visione è di lavorare a costruirla e definirla costruendo competenze per le varie figure coinvolte.
E conclude Sgro, sottolineando l’importanza di puntare alla qualità della vita post trattamento:
Il concetto che le pazienti sopravvivano tanto, ma con tanti sintomi e per tanto tempo ci impone di prenderne carico per portare la loro qualità di vita a livello alto quanto la sopravvivenza.

