Infermiera fuori servizio salva bambino di 3 anni dall’annegamento: “Ho fatto solo il mio lavoro”

Serena Opipari è l'infermiera che ha salvato nel ravennate un bimbo di 3 anni, che rischiava di annegare. La 32enne ha effettuato sul piccolo un massaggio cardiaco, evitando il peggio. Nonostante la sua azione sia stata preziosa, la professionista sostiene: "Ho fatto solo il mio lavoro".

Giorgia Fazio
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Serena Opipari è l’infermiera che ha salvato, lo scorso 21 giugno, un bambino di 3 anni, il quale stava rischiando di annegare, nel mare di Porto Corsini, in provincia di Ravenna. La 32enne, come fa sapere Il Corriere della Sera, lavora al Sant’Orsola di Bologna, nella cui terapia intensiva è ricoverato il piccolo, fuori pericolo di vita.

A evitare il peggio è stata la prontezza di Opipari, che accortasi della gravità della situazione ha praticato immediatamente un massaggio cardiaco al bimbo. Una volta rianimato, il piccolo è stato portato in ospedale dai soccorritori del 118. Nonostante la grande azione, Serena non si sente un’eroina. “Ho fatto solo il mio lavoro“, sostiene l’infermiera.

Serena, l’infermiera che ha salvato un bimbo

Serena Opipari infermiera

Lo scorso 21 giugno, intorno alle 15:30, Serena Opipari, infermiera del reparto di Terapia Intensiva del Sant’Orsola di Bologna, era pronta per rientrare a casa dalla spiaggia di Porto Corsini, nel ravennate. In quel momento, però, la 32enne è stata attirata dalle urla provenienti dalla battigia della spiaggia libera vicina. Questo il suo racconto, ripreso da Il Corriere della Sera:

Eravamo andati al mare per cercare di sfuggire al caldo, davvero opprimente.

Nel pomeriggio stavamo andandocene quando ho sentito un uomo chiedere aiuto. Ho visto una persona che usciva dall’acqua con un bambino in braccio.

Mi sono subito avvicinata e sono intervenuta.

Il piccolo non era cosciente, era viola e non respirava. Ho praticato il massaggio cardiaco, poi quando ho visto che il bimbo dava segni di reazione lo abbiamo messo su un fianco e ha iniziato a vomitare acqua, riprendendo poi a respirare. 

Probabilmente è rimasto diverso tempo sott’acqua, perché ha buttato fuori davvero molto liquido. 

Serena, grazie alla sua prontezza, ha così salvato un piccolo di 3 anni da un annegamento, ma non vuole che la si definisca eroina: “Ho fatto solo il mio lavoro. A ogni modo, il suo intervento è stato decisivo per la vita del bambino, che è stato poi preso in carico dai soccorritori del 118 e portato in ospedale.

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Come sta ora il piccolo

Dopo il massaggio cardiaco effettuato da Serena Opipari, riporta Il Corriere della Sera, il bambino è stato soccorso dagli operatori del 118 e ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva del Sant’Orsola di Bologna, lo stesso in cui lavora l’infermiera. La 32enne ha specificato:

Si trova ricoverato a un reparto di distanza dalla Terapia Intensiva, sono passata a trovarlo.

È ancora intubato, ci vorrà un po’ di tempo per valutare eventuali conseguenze, spero proprio che recuperi alla svelta.

Alla fine ho fatto il mio lavoro, certo rispetto a un’altra persona so come muovermi e so cosa fare, in reparto è decisamente più facile, ci sono i presidi medici, i colleghi.

L’importante è che il bimbo possa tornare a stare bene.

E il piccolo sembra essere ormai fuori pericolo di vita, ma restano ancora dubbie le dinamiche della vicenda. Il bambino, sicuramente, si trovava a Porto Corsini insieme a un gruppo di adulti, conoscenti stretti dei genitori. A un certo punto, però, si sarebbe allontanato e sarebbe caduto in mare.

Non si sa se il piccolo sia stato colto da un malore o che la paura dell’acqua gli abbia fatto perdere conoscenza. Poiché non lo vedevano da qualche minuto, gli adulti lì presenti, allarmatisi, l’hanno cercato e trovato vicino alla riva, a bassa profondità. A quel punto, la richiesta di aiuto, l’intervento prezioso di Serena Opipari e un esito positivo per una storia che poteva concludersi in maniera più tragica.

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