Il Governo Meloni compie passi avanti circa l’attuazione del Regolamento europeo sull’AI e della legge 132 del 2025. Come riporta Ansa, infatti, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti, l’esecutivo ha definito i caratteri di applicazione in Italia delle normative.
Si tratta di un passo storico per il Paese, come sottolinea anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: “L’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia“. Vediamo meglio in cosa consiste la normativa e quali cambiamenti apporterà nell’uso dell’intelligenza artificiale nella Penisola.
Italia e AI, le novità del Governo

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti attuativi, il Governo ha definito le modalità di applicazione delle normative a livello nazionale del Regolamento europeo sull’AI e della legge 132 del 2025, la quale stabilisce un approccio responsabile all’intelligenza artificiale. L’esecutivo, inoltre, ha evidenziato una governance nel coordinamento tra Agenzia nazionale per cybersicurezza e l’Agenzia per l’Italia Digitale.
Si tratta di un importante passo avanti per l’Italia, che si pone come primo Paese in Europa a muoversi in questo senso. A tal proposito, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha dichiarato quanto ripreso da Ansa: “L’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia“.
Nello specifico, i decreti, che verranno analizzati dalle commissioni parlamentari, dalla Conferenza delle Regioni e dalle Authority competenti, regolano i poteri delle autorità nazionali e definiscono un quadro giuridico relativo all’uso dell’AI negli ambienti di polizia, lavoro, giustizia, istruzione e ricerca. Il tutto mantenendo una visione antropocentrica, etica e umanistica. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rassicura, quindi:
Non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di ‘Grande fratello’ generalizzato ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche.
Ci sarà una modalità di utilizzo dell’IA ex ante nella commissione di reati in caso di pericolo per terrorismo o per la ricerca di persone scomparse e in questi casi servirà una richiesta del questore e autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
E poi un un utilizzo ex post rispetto al reato e anche qui sono previste garanzie.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, invece, ha evidenziato che “tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip“.
Il ministro ha poi continuato, come riprende Ansa, annunciando l’introduzione “di una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di IA quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato“.
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Legge sull’AI e impatto sul lavoro
La mossa del Governo sul Regolamento europeo sull’AI definisce, come detto, tutti i modi di utilizzo dell’intelligenza artificiale in vari ambiti, dal lavoro all’istruzione. Per quanto riguarda il mondo dell’impiego, riporta Ansa, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha posto l’accento sul divieto di usare un sistema automatizzato per le decisioni che incidono sui rapporti di lavoro, come “l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari“.
Il Ministero, inoltre, si occuperà del coordinamento “dell’aggiornamento professionale e nella formazione connessi alla transizione digitale“, nel momento in cui l’AI modifica le modalità di impiego e di organizzazione “il tema deve diventare oggetto di una integrazione della valutazione dei rischi ai fini degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro“.
Rispetto al settore dell’istruzione, il ministro Valditara ha affermato: “L’AI entra nel curriculum formativo in modo esplicito nei licei, con la rivoluzione della matematica e una forte modifica dei percorsi formativi“. Sono stati stanziati dal Ministero, infatti, 300 milioni di euro per formare il personale docente e promuovere l’intelligenza artificiale nella didattica.
In ambito universitario, il Mur punta al rafforzamento delle competenze e della formazione, alla valorizzazione della ricerca, al trasferimento tecnologico e alla sperimentazione per favorire lo sviluppo e l’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie. La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini si è così espressa:
Il filone che ha tenuto insieme tutti gli ambiti di operatività ha la caratteristica di considerare l’IA un oggetto d’uso, non un soggetto di diritto.
La governance che abbiamo individuato è un’architettura istituzionale solida con incarichi importanti ad Acn e Agid in capo alla presidenza del Consiglio.
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