Maria Crocioni è una ricercatrice dell’Università di Perugia, che ha vinto una borsa di studio di 30mila euro, per il progetto Diagnosi e terapia di precisione nella Leucemia mieloide acuta. La storia della giovane ha due aspetti particolari da sottolineare.
Il primo riguarda il nome che porta la borsa di studio, dedicata ad Andrea Coccia, ematologo prematuramente scomparso lo scorso anno. Il secondo è più personale per Maria, che circa vent’anni fa si è trovata ad affrontare quello che ora studia.
Da bambina, infatti, è stata paziente del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale perugino di Santa Maria della Misericordia, a causa della leucemia, mentre adesso si impegna a trovare una cura che possa salvare altri pazienti, come lo è stato lei. Conosciamo meglio, adesso, la storia di Maria, in cosa consiste il suo studio e l’eredità lasciata da Andrea Coccia.
Maria da paziente a ricercatrice

La ricercatrice Maria Crocioni è passata dai reparti di Oncologia pediatrica dell’ospedale perugino di Santa Maria della Misericordia alle aule dell’Università di Perugia, dove studia un modo per curare la leucemia. Si tratta della stessa malattia che l’ha colpita circa vent’anni fa e che, dopo la guarigione, l’ha spinta a intraprendere questo percorso di vita. La sua è, così, una storia di rinascita e speranza, che si intreccia con quella dell’ematologo Andrea Coccia, scomparso prematuramente lo scorso anno.
Come fa sapere Leggo, infatti, la giovane ha vinto una borsa di studio, che porta proprio il nome del medico, presso l’ateneo perugino. Queste sono le parole di Crocioni, una volta ricevuto il riconoscimento: “Sono estremamente felice. Questa borsa rappresenta un modo per acquisire ciò che Andrea ha lasciato e nel suo ricordo fare qualcosa di utile“.
Il progetto che Maria sta portando avanti presenta il titolo Diagnosi e terapia di precisione nella Leucemia mieloide acuta, che le è valso il premio di 30mila euro. La commissione ha deciso, in questo modo, di ripagare la dedizione della ricercatrice, che da tempo si porta dietro questa missione.
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La borsa di studio in nome di Andrea Coccia
La borsa di studio è finanziata dal Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, di cui è presidente Franco Chianelli, il quale ha raccontato quanto ripreso da Leggo: “Io e mia moglie abbiamo conosciuto Maria Crocioni quando era una bambina malata in ospedale e oggi dedica la sua vita allo studio di queste terribili malattie“.
La cerimonia di consegna del premio si è svolta il 19 maggio, presso il Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università di Perugia, e ha coinvolto numerose figure, tutte riunite nel nome di Andrea Coccia, fortemente stimato dagli amici e nel mondo lavorativo. Hanno preso parte, quindi, il Rettore dell’Ateneo Massimiliano Marianelli e il direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia Francesco Grignani.
Presenti anche il preside del Corso di laurea in Medicina e chirurgia Giuseppe Nocentini, la direttrice della Struttura complessa di Ematologia Maria Paola Martelli e il presidente del Comitato per la vita, Franco Chianelli. Quest’ultimo ha, dunque, sottolineato:
La consegna di questo premio rappresenta per tutti noi un insieme di emozioni.
In primo luogo, abbiamo voluto mantenere una promessa fatta agli amici e ai colleghi di Andrea che hanno voluto onorare il suo amore per la medicina facendo una donazione al Comitato di 8mila euro.
Noi abbiamo aggiunto il resto e, ne siamo certi, non c’è modo migliore per ricordare un giovane medico che ha lasciato il segno, non solo per il suo talento, ma anche per la grande umanità e per la capacità di empatia verso i pazienti.
E forse non è un caso che questa borsa di studio venga assegnata ad una giovane ricercatrice, che molti anni fa è stata una bimba malata, che io e mia moglie abbiamo conosciuto in ospedale e che oggi dedica la sua vita allo studio di queste terribili malattie.
Ci piace pensare che il nome di Andrea Coccia resti strettamente legato alla speranza di guarigione per molti malati.
Una volta conclusa la cerimonia, è stata intitolata l’Aula Tutor del Dipartimento proprio al dottor Andrea Coccia. Chianelli ha perciò ringraziato i presenti e chi porta avanti il nome dell’ematologo: “Voglio esprimere un forte apprezzamento verso gli amici e colleghi di Andrea che si sono fatti promotori dell’iniziativa“.
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