Questa mattina, 14 maggio, Papa Leone XIV ha incontrato gli studenti dell’Università di Roma La Sapienza, accolto tra applausi e una calorosa ovazione. Il Pontefice ha visitato sia la Cappella Universitaria “Divina Sapienza”, che l’Aula Magna del polo.
In entrambi gli ambienti, come riporta Tgcom24, Prevost si è rivolto ai giovani presenti, esortandoli a continuare i propri studi, senza lasciarsi travolgere dal peso delle aspettative e dal momento negativo che sta attraversando il mondo.
Nello specifico, il Santo Padre ha fatto riferimento alla delicata questione geopolitica attuale e alla necessità di riportare la pace, richiamando a “un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali“.
Papa Leone alla Sapienza

Come fa sapere Tgcom24, questa mattina Papa Leone XIV è stato accolto dagli studenti dell’Università La Sapienza di Roma, stringendo loro le mani, salutandoli e scambiando qualche parola. Davanti alla Cappella Universitaria “Divina Sapienza”, ad attenderlo c’era la Magnifica Rettrice Antonella Polimeni, mentre nella chiesa il Santo Padre è stato accompagnato dal Cappellano don Gabriele Vecchione e dal Vicario Generale per la Diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina.
Tra sorrisi ed emozione, a risuonare nella città universitaria è stata una forte ovazione, un applauso fragoroso a riflettere quanto il Pontefice fosse atteso. Nella Cappella Universitaria “Divina Sapienza”, quindi, Papa Leone ha salutato gli studenti con queste parole:
Ho accolto con grande gioia l’invito.
La vostra università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra.
È dunque importante per me potervi incontrare.
Con cuore di pastore vorrei rivolgermi dapprima agli studenti e poi ai docenti.
I viali della città universitaria sono attraversati quotidianamente da tanti giovani, abitati da sentimenti contrastanti.
Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare.
Gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l’incontro con diversi maestri del pensiero sono promessa di ciò che può cambiare in meglio noi stessi, prima ancora che la realtà attorno a noi.
Durante la visita presso il polo universitario, infatti, il Santo Padre si è concentrato sui vari temi che toccano i giovani e la società attuale in cui vivono, quindi i conflitti internazionali o l’intelligenza artificiale, che si sta inserendo sempre più nella vita di chiunque.
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Papa Leone sul mondo attuale
Papa Leone XIV si è intrattenuto presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza, come riporta Tgcom24, ha restituito un’analisi puntuale di quella che è la situazione dei giovani in un mondo in cui sembra che la tristezza non possa avere posto:
Dell’inquietudine esiste anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male.
Per tutti ci sono stagioni difficili; qualcuno però può avere l’impressione che non finiscano mai.
Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni.
È la menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia.
Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo.
Noi siamo un desiderio, non un algoritmo!
Occorre passare dall’ermeneutica all’azione: così poco considerati da una società con sempre meno figli, testimoniate che l’umanità è capace di futuro, quando lo costruisce con sapienza.
Poi, ancora, un appunto sui conflitti internazionali e sul delicato momento geopolitico che sta attraversando il mondo:
Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme.
Non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune.
Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile affinché non deresponsabilizzino le scelte umane.
Che mondo stiamo lasciando?
Un mondo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra.
In conclusione, il Santo Padre ha esortato gli studenti a proseguire il proprio percorso accademico e a celebrare sempre la vita, senza assecondare quello che lo stesso Prevost definisce “inquinamento della ragione“:
Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale sì alla vita.
Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia.
Il mondo di oggi è invece abitato da un costante inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale.
La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria.
Il dramma del Novecento non va dimenticato.
Il grido “mai più la guerra” dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali.
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