Si è tenuta ieri, 10 maggio, la 27esima edizione della Race for the cure, la tradizionale manifestazione per la lotta ai tumori al seno. Ogni anno, infatti, come riporta Il Fatto Quotidiano, Roma apre le porte a migliaia di persone, intente a porsi affianco a chi soffre.
Un punto centrale per la marcia sono le “donne in rosa”, coloro che la malattia la stanno affrontando o l’hanno superata, le quali si fanno portavoce di un messaggio di solidarietà e speranza. Quest’anno a scendere per le strade sono state oltre 200mila persone.
Un vero e proprio record, che l’ideatore dell’evento, il professor Riccardo Masetti, ha così commentato: “Questo risultato è possibile grazie al lavoro che facciamo durante tutto l’anno e che ci ha dato la possibilità di guadagnare la fiducia delle Istituzioni presenti“.
Come nasce Race for the cure

Race for the cure è la più grande manifestazione per la lotta ai tumori al seno in Italia e al mondo. L’evento ha preso vita da un’idea del professor Riccardo Masetti, che nel 2000 ha fondato Komen Italia, un’associazione no profit impegnata attivamente per la salute delle donne.
Ogni anno, fa sapere Il Fatto Quotidiano, Roma apre il suo “villaggio”, grazie alle cosiddette “donne in rosa”, che stanno affrontando o hanno superato la malattia e desiderano unirsi a una campagna di sensibilizzazione e vicinanza. L’evento è organizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e vanta il sostegno di istituzioni nazionali e locali.
A tal proposito, in riferimento alla 27esima edizione che si è conclusa ieri, 10 maggio, ma anche attraversando i successi raggiunti nel corso degli anni, il professor Masetti ha dichiarato:
La Race for the cure è nata nel cuore di Roma e continua a crescere dopo 27 anni grazie alla fiducia delle istituzioni, dei volontari e delle tante donne in rosa.
Quando l’abbiamo organizzata per la prima volta nessuno avrebbe immaginato che potesse continuare a crescere anche dopo 27 anni.
Questo risultato è possibile grazie al lavoro che facciamo durante tutto l’anno e che ci ha dato la possibilità di guadagnare la fiducia delle Istituzioni presenti, degli oltre 2000 volontari, delle tante donne in rosa e di tutti i partecipanti che ringrazio per essere qui.
Oggi deve essere una giornata di condivisione, di vicinanza e anche di pace per lanciare un messaggio forte.
In un momento in cui il mondo sta andando nella direzione sbagliata la vostra presenza ha un valore doppio.
Grazie alle donazioni raccolte durante la manifestazione, infatti, Komen Italia potrà avviare progetti innovativi per contrastare i tumori al seno. Attualmente, sono già stati investiti oltre 35 milioni di euro in progetti di ricerca, prevenzione e sostegno alle donne che stanno affrontando la malattia.
Tra questi, si ricordano l’assegnazione di 303 remi di studio a giovani medici per progetti di ricerca, l’erogazione di quasi 5 milioni di euro di contributi economici a 309 associazioni per progetti di promozione della salute, lo svolgimento di oltre 1.950 sessioni gratuite di formazione in Italia per il personale medico e sanitario.
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Race for the cure 2026 da record
La Race for the cure 2026 è stata inaugurata dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dalla presidente del Comitato d’Onore della manifestazione, Laura Mattarella, dal fondatore di Komen Italia Riccardo Masetti e dalla presidente dell’associazione Alba Di Leone. La 27esima edizione, inoltre, è coincisa con la Festa della Mamma e, a tal proposito, Di Leone ha dichiarato quanto riportato da Il Fatto Quotidiano:
Proprio oggi 10 maggio, Komen Italia vuole curare chi cura rivolgendosi alle mamme caregiver che dedicano la loro vita ai propri figli e che spesso non possono rispondere alle chiamate di screening.
Komen Italia vuole portare la prevenzione ovunque affinché sia un diritto di tutte.
Quest’anno è stato battuto un vero e proprio record, con le oltre 200mila persone che hanno dipinto di rosa le strade di Roma. I partecipanti si sono distribuiti tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 e la gara competitiva di 10, aperta ad atlete e atleti iscritti Fidal. Il sindaco Gualtieri, quindi, ha commentato:
Roma oggi mostra il suo cuore migliore.
La Race for the cure è un’ondata pacifica e gioiosa che ricorda a tutti che il tumore si può combattere.
La prevenzione non può essere un privilegio per pochi: salva vite ed è il più importante investimento per la salute pubblica.
Durante la giornata, poi, presso il Villaggio della Salute, sono state effettuate oltre 5mila prestazioni gratuite di diagnosi precoce per il tumore al seno e altre patologie. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e di molti partner sanitari e istituzionali. Alessandro Cochi, presidente del Coni Lazio, ha quindi affermato:
In questi giorni, il Villaggio della Salute ha riportato al centro una parola semplice ma decisiva: prevenzione.
Farlo attraverso una corsa, attraverso il movimento, attraverso la presenza di così tante persone, forse è il modo più forte per ricordare che la salute non riguarda mai solo chi affronta la malattia in prima persona, ma una comunità intera.
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