8 maggio 2025. Dal comignolo della Cappella Sistina fuoriesce l’attesa fumata bianca e, poco dopo, dalla Loggia delle Benedizioni, si affaccia Papa Leone XIV. Questo il nome con cui lo statunitense Robert Francis Prevost si è presentato al mondo intero, con un discorso incentrato sulla pace e l’umanità.
Da allora, è iniziato un nuovo momento per la Chiesa, scandito da udienze, viaggi in Medio Oriente e Africa, incontri, un rilevante impegno diplomatico e il sempre presente appello a un’istituzione disarmata e disarmante, segno di un costante rifiuto della guerra.
In un momento in cui reggere il confronto con il predecessore Francesco poteva risultare complicato, Papa Leone si è saputo imporre con discrezione e fermezza. A un anno da quell’8 maggio 2025, quindi, a che punto è il Suo operato in qualità di Santo Padre?
Papa Leone XIV, un anno all’insegna della pace
Oggi, 8 maggio 2026, si celebra il primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV. Sono passati dodici mesi, infatti, dalla fumata bianca che ha colorato il cielo sopra Piazza San Pietro e dall’annuncio del cardinale protodiacono, alle ore 19:12, del nuovo Vescovo di Roma. “Robertum Franciscum“, questo il nome in latino del Santo Padre, Robert Francis Prevost.
Alle 19:23, quindi, si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni il 266esimo Successore di Pietro, presentandosi come Leone XIV. Agostiniano, statunitense dalle origini italiane, peruviano nell’animo, per via degli oltre vent’anni trascorsi in missione nel Paese latino. Questo il profilo del nuovo Santo Padre, che ha salutato i fedeli con un semplice ma d’impatto “La pace sia con tutti voi“.
Nelle Sue prime parole, dunque, era già racchiuso quello che sarebbe stato il punto focale del Pontificato. Quella a cui ha fatto riferimento Prevost è stata una pace “disarmata e disarmante“, che continua a riecheggiare in ogni discorso o impegno, come durante la Messa della domenica delle Palme il 29 marzo o gli incontri con i rappresentanti di Hezbollah in Libano, con i presidenti di Palestina e Israele, i colloqui telefonici con i leader di nazioni in guerra.
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L’impegno diplomatico

Prevost, grande esperto di diritto, sta conducendo un Pontificato all’insegna dell’impegno diplomatico. Un lavoro “dietro le quinte”, per far cessare le guerre e preservare il bene tra i popoli. Ecco, quindi, come riporta Vatican News, che Papa Leone XIV ha incontrato diverse volte il Presidente ucraino Zelensky, per intercedere nei negoziati di pace con la Russia.
Sono degni di nota, poi, i continui appelli del Santo Padre al cessate il fuoco a Gaza, a esortare i Suoi connazionali a un’azione comune all’indomani dell’attacco USA all’Iran. I messaggi del Vangelo, il Papa li ha portati tra le piazze del Principato di Monaco, per le strade dei quattro Paesi africani visitati, Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Nel quadro di una pace condivisa si colloca anche l’attenzione di Prevost ai migranti, punto di incontro con il Pontificato di Francesco.
Nei vari discorsi di Leone XIV inerenti al tema, le parole utilizzate sono spesso dirette e sincere. Vatican News riporta le Sue dichiarazioni, che condannano la definizione dei migranti come “spazzatura”, termine utilizzato nel discorso ai Movimenti Popolari, o “animali”, affermato nel viaggio di ritorno dal continente africano. La Sua, dunque, è una continua attenzione agli ultimi, come dimostrato dal prossimo viaggio a Lampedusa, il 4 luglio, per toccare con mano la tragedia migratoria, e nell’arcipelago delle Canarie, dal 6 al 12 giugno, per lo stesso motivo.
L’importanza della pace e di un’umanità pura sono al centro di ogni azione di Papa Leone XIV e, soprattutto, puntano ad avvicinare a tali temi i più giovani. Grazie alle celebrazioni del Giubileo della Speranza, il Santo Padre è potuto entrare in contatto con numerosi ragazzi e ragazze, i quali sono stati incoraggiati a non fermarsi al superficiale, ma a vivere nel mondo in maniera autentica, aspirando alla sanità.
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