La principessa Kate Middleton è pronta a compiere il primo viaggio all’estero, dopo il cancro che l’ha colpita, e ha scelto come meta proprio l’Italia. Nello specifico, il 13 e il 14 maggio prossimi sarà a Reggio Emilia per visitare il Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation, fondata dalla stessa reale nel 2021.
L’intento è conoscere il “Reggio Emilia Approach”, ossia il metodo Malaguzzi, una filosofia educativa pensata per essere messa in pratica fin dai primi anni dell’infanzia. Al centro di questo stile c’è la relazione tra i piccoli e gli adulti, a cui è affidato il compito di insegnare in modo dinamico.
Niente nozioni teoriche e luoghi statici, ma creatività, interdisciplinarietà e autonomia. L’idea di Kate, quindi, è quella di poter trarre ispirazione da questo metodo educativo, per poter ampliare a livello globale la propria associazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul primo viaggio internazionale della principessa e sullo studio che condurrà in Italia.
Kate Middleton sceglie l’Italia
Si tratta del primo viaggio all’estero per Kate Middleton dopo il cancro che l’ha colpita due anni fa, ma anche senza il principe William, quello che farà il 13 e il 14 maggio prossimi a Reggio Emilia. La principessa, infatti, ha scelto l’Italia per studiare da vicino il metodo educativo Malaguzzi, pensato per i bambini sin dalla prima infanzia.
L’intento di Kate è quello di trovare ispirazione per la sua associazione in quanto, riporta SkyTg24, questo stile è “ampiamente rispettato per la creazione di ambienti di apprendimento fortemente interattivi“. La visita al Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation non prevedrà una vera e propria cerimonia, ma rappresenterà un punto centrale dell’esplorazione, da parte della principessa, dei principali approcci internazionali, a sostegno di bambini ed educatori.
L’intento, infatti, è quello di ampliare globalmente la Royal Foundation Centre for Early Childhood, l’associazione benefica per la prima infanzia istituita dalla stessa Kate, nel 2021. In questo contesto, dunque, si inserisce il “Reggio Emilia Approach”, nato e sviluppato in Italia grazie a Loris Malaguzzi.
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Cos’è il “Reggio Emilia Approach”

Il “Reggio Emilia Approach”, come riporta SkyTg24, è l’approccio pedagogico per la scuola dell’infanzia, nato nell’Italia del secondo dopoguerra, dalla mente del pedagogista Loris Malaguzzi. Questo metodo sostiene che le relazioni, l’ambiente e la comunità siano centrali per lo sviluppo del bambino, il quale viene considerato “portatore di diritti” e di conoscenza.
Inoltre, il piccolo ha “cento linguaggi” per esprimersi e imparare attraverso le relazioni. L’apprendimento, infatti, non passa solo attraverso le parole, ma coinvolge anche l’arte, il movimento e, soprattutto, la “pedagogia dell’ascolto”, dove a guidare verso la conoscenza è l’insegnante. Ciò vuol dire che non ci si basa solo su nozioni teoriche, ma lo stile educativo appare più dinamico.
Un aspetto rilevante è determinato anche dal contesto in cui i bambini apprendono, tant’è che le scuole del “metodo Reggio Emilia” sono state definite dal Newsweek come “le più belle del mondo“. I piccoli devono avere la possibilità di muoversi in totale autonomia, coltivando lo scambio con gli altri. Tutto ciò proprio perché alla base dell’apprendimento c’è la relazione con i coetanei, in piccoli gruppi, dove sono i bambini a guidare il proprio percorso.
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