Festa della Mamma: come nasce, perché si festeggia a maggio e le principali iniziative

Maggio celebra la Festa della Mamma: scopriamo insieme origini, significato e il valore di un fiore che sostiene la ricerca contro i tumori femminili.

Elena Orsatti
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La seconda domenica di maggio porta con sé una delle ricorrenze più amate del nostro calendario, la Festa della Mamma, una giornata in cui il profumo della primavera si mescola all’affetto familiare. Ma questa festività è molto di più, perché rappresenta un momento di riflessione profonda sul ruolo della maternità e, sempre più spesso, un’occasione fondamentale per promuovere la salute e il benessere delle donne.

Negli ultimi anni, infatti, le istituzioni e le ONLUS hanno trasformato questa ricorrenza in un potente megafono per la prevenzione, sfruttando la visibilità della giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi spesso sottovalutati. Non più soltanto fiori e regali, ma campagne di screening, messaggi sulla diagnosi precoce e raccolta fondi per la ricerca oncologica. Una trasformazione silenziosa ma significativa, che ha dato alla Festa della Mamma una dimensione nuova, pur preservando l’intimità che la rende speciale.

Come nasce la Festa della Mamma e perché si festeggia a maggio?

Festa della Mamma, bimba regala fiori

Per comprendere le radici della Festa della Mamma, bisogna fare un salto indietro nel tempo. Secondo quanto riportato da “Focus”, nonostante già nell’antichità Greci e Romani dedicassero giorni di festa alle divinità materne legate alla fertilità, la celebrazione, oggi, ha un’origine più recente e legata all’attivismo femminile.

L’ideazione della festa moderna, come sottolinea “Focus”, è attribuita all’americana Anna Jarvis, che nel 1908 organizzò il primo Mother’s Day a Grafton, nel West Virginia, sotto forma di memoriale per sua madre. Il successo della sua iniziativa fu tale che nel 1914 l’allora presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, la ufficializzò come festività nazionale.

Inoltre, che la Festa della Mamma si festeggi la seconda domenica di maggio non è un caso. Come riporta “Focus”, questo mese è da sempre legato alla figura materna. Nella tradizione cattolica è dedicato alla Madonna, mentre già nell’antichità greca e romana la primavera era il momento in cui si celebravano le divinità femminili legate alla fertilità e alla vita. È il mese, quindi, in cui la natura rinasce e con essa, simbolicamente, l’idea stessa della maternità.

“Focus” riporta, inoltre, che fu proprio Woodrow Wilson a stabilire ufficialmente la seconda domenica di maggio come data della Festa della Mamma, una scelta poi adottata da molti altri Paesi. In Italia la ricorrenza si è consolidata nella seconda domenica di maggio a partire dal 2001, dopo un percorso iniziato negli anni Cinquanta.

Le iniziative per la Festa della Mamma: l’Azalea della Ricerca

Nel corso dei decenni, la Festa della Mamma ha progressivamente acquisito anche una valenza civile e sociale. Associazioni, fondazioni e istituzioni sanitarie hanno imparato a sfruttare la visibilità di questa giornata per lanciare campagne di prevenzione, raccogliere fondi per la ricerca e sensibilizzare le donne sull’importanza dei controlli regolari. Oggi, accanto ai fiori e ai pranzi in famiglia, convivono iniziative che parlano di salute, cura e futuro.

Tra le iniziative più radicate e riconoscibili c’è sicuramente quella promossa dalla Fondazione AIRC. Domenica 10 maggio, proprio in occasione della Festa della Mamma, torna l’Azalea della Ricerca in tantissime piazze in tutta Italia per sostenere i ricercatori impegnati a trovare diagnosi sempre più precoci e terapie più efficaci per i tumori che colpiscono le donne.

Secondo quanto riporta “Fondazione AIRC”, l’iniziativa arriva quest’anno in oltre 4.000 piazze con 600.000 piante:

Nel corso degli anni la campagna ha permesso a Fondazione AIRC di raccogliere oltre 320 milioni di euro, garantendo continuità a medici e ricercatori impegnati a migliorare prevenzione, diagnosi e cure dei tumori che colpiscono le donne. 

Tra i progetti sostenuti c’è quello della Dottoressa Camilla Nero, ricercatrice presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che lavora a nuove strategie di trattamento per il carcinoma ovarico. Le sue parole riportate da “Fondazione AIRC”:

Grazie al sostegno di AIRC sto lavorando a un progetto per comprendere il ruolo dell’analisi del DNA tumorale sulla scelta dei trattamenti post-operatori più adatti per le donne con carcinoma ovarico iniziale.

Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando terapie inefficaci per alcune pazienti e migliorando la qualità della vita. 

Fare ricerca per me non è solo un lavoro, ma un modo di vedere il mondo, una commistione di curiosità e resilienza.

L’Azalea della Ricerca, quindi, è un fiore che vale doppio, un pensiero per la propria mamma e un contributo concreto alla scienza.

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