Chi è Yeman Crippa, primo italiano a vincere la Maratona di Parigi: “Oggi si apre una pagina nuova”

Yeman Crippa è il primo italiano a vincere la maratona di Parigi. Un grande riscatto per l'atleta, che proprio ai Giochi Olimpici nella capitale francese si era posizionato 25esimo. La sua è una storia agonistica che si articola tra silenzi e importanti successi.

Giorgia Fazio
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Vittoria storica di Yeman Crippa, che si impone come primo italiano a vincere la Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo. L’Azzurro, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha corso i 42,195 km in un tempo di 2h05:18, primato personale dell’atleta.

Un trionfo che sa di riscatto per il 29enne, che nel 2024, proprio ai Giochi Olimpici nella capitale francese, si era classificato lontano dalle prime posizioni. Il suo percorso agonistico, infatti, è sempre stato avvolto dal silenzio, ma mai dalla mancanza di determinazione e lavoro duro.

Con un passato difficile alle spalle in Etiopia, Yeman Crippa racconta la storia di chi in Italia ha trovato accoglienza e supporto, fondamentali per edificare la sua persona e la sua figura sportiva.

Chi è Yeman Crippa

Quella di Yeman Crippa non è la semplice storia di un ragazzo che raggiunge il suo sogno sportivo, ma è un racconto fatto di riscatto e determinazione. Nato nel 1996 a Dessie, in Etiopia, il giovane ha attraversato nei primi anni di vita momenti difficili, segnati soprattutto dalla morte dei genitori.

Dopo un periodo trascorso in un orfanotrofio di Addis Abeba, come fa sapere Vanity Fair, il giovane è stato adottato, insieme ai fratelli, da una famiglia del Trentino. Come lo stesso atleta ricorda in diverse interviste, in Italia Crippa ha trovato un’accoglienza fondamentale per costruire la sua persona e la sua carriera sportiva.

Nonostante un primo avvicinamento al calcio, Yeman è stato attratto fin da subito dall’atletica leggera, che ben presto diventa lo spazio adatto in cui esprimersi liberamente. È stato decisivo, in questo contesto, l’incontro con l’allenatore Massimo Pegoretti, con cui sta facendo un percorso di crescita umana e sportiva continua e regolare, passo dopo passo.

Come riporta Vanity Fair, Crippa ha condiviso lo scorso gennaio, sul proprio profilo Instagram, un messaggio che racchiude tutto il suo approccio al mondo della corsa: Quello che amo della maratona non sono solo i risultati, ma la strada che ci sta in mezzo. Vivere ogni momento a pieno, prima ancora di arrivare al traguardo. Questo è ciò che amo della corsa.

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Yeman Crippa trionfa a Parigi

Yeman Crippa Parigi

Lungo la Senna è risuonato l’Inno di Mameli e il merito è di Yeman Grippa, che ieri, 12 aprile, ha vinto la Maratona di Parigi. Si tratta di una delle tratte più lunghe al mondo, con i sui 42,195 km e gli oltre 60mila partecipanti. Come fa sapere Il Fatto Quotidiano mancava da 24 anni una vittoria europea, mentre non si era mai assistito a un trionfo azzurro.

Un record, quindi, per Crippa, che ha concluso l’impresa in un tempo di 2h05:18. Per l’atleta si tratta della settima maratona in carriera, dopo il debutto a Milano tre anni fa. Prima ci sono stati solo successi in pista, tre ori agli Europei e primato azzurro in tutte le misure del mezzo fondo. Questo il commento di Yeman, ripreso dal quotidiano:

È stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare.

La mia carriera da maratoneta inizia oggi, finalmente ho trovato la strada giusta.

Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona.

Una rivincita personale e, soprattutto, una grande presa di consapevolezza da parte dell’atleta, che sicuramente si preparerà con una mentalità diversa per l’Olimpiade di Los Angeles 2028. Questa vittoria, dunque, arrivata senza grandi pretese e, quasi, in modo inaspettato rappresenta un pezzo del puzzle che Crippa sta costruendo senza fare troppo rumore, ma puntando sulla perseveranza e il lavoro in allenamento.

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