Raffreddore e rinite nei bambini: come riconoscere un’infezione virale da un’allergia

Raffreddore e rinite nei bambini spesso hanno gli stessi sintomi. Ecco come riconoscerli e come aiutare i più piccoli a respirare bene.

Elena Orsatti
Ad image

Con l’arrivo della primavera le giornate si allungano e i bambini tornano a giocare serenamente all’aria aperta. Sono anche, però, dietro l’angolo piccoli disturbi come naso che cola, occhi arrossati, tosse e possono mettere in difficoltà i genitori. Capire se si tratta di un semplice raffreddore o di rinite non è immediato, perché i segnali iniziali, dalla congestione nasale alla lacrimazione, sono molto simili.mEppure, osservando con attenzione, emergono differenze precise che permettono di orientarsi tra raffreddore e rinite allergica, ad oggi sempre più diffusa.

A tracciare un quadro aggiornato della situazione è il professor Vincenzo Patella, a capo della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) e direttore dell’UOC di Medicina Interna a orientamento Immunologico e Respiratorio presso l’Azienda Sanitaria di Salerno. Lo specialista ha approfondito il tema insieme ad ASSOSALUTE, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci di automedicazione nell’ambito di Federchimica. Le sue parole, come riporta “InSaluteNews”:

Negli ultimi anni, il numero di persone colpite da patologie allergeologiche è aumentato vertiginosamente.

Se nel triennio 2018-2020 l’incidenza di nuovi casi era dell’11% all’anno, nel 2024 il dato era già al 16%.

Oggi, le riniti allergiche colpiscono tra il 10% e il 30% della popolazione, con un’incidenza complessiva che sfiora il 28% […]

L’urbanizzazione e lo smog potenziano l’effetto allergizzante dei pollini, aumentando il rischio di sviluppare allergie anche in chi non ne ha mai sofferto prima.

Riconoscere l’origine del disturbo, quindi, è un passaggio fondamentale per garantire al bambino il giusto sollievo e intervenire in modo mirato. Una valutazione tempestiva, e supportata da una visita specialistica, è l’unico modo per prevenire complicazioni più gravi e migliorare il benessere quotidiano.

Come distinguere raffreddore e rinite nei bambini

raffreddore e rinite nei bambini

Comprendere le differenze tra raffreddore e rinite è importantissimo per capire di quale trattamento ha bisogno il bambino. Come riporta “Fondazione Veronesi”, secondo il professor Alessandro Giovanni Fiocchi, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Allergeologia del Bambino Gesù di Roma, “La durata del disturbo è senza dubbio uno dei primi campanelli d’allarme da non sottovalutare“.

Un normale raffreddore virale tende a durare una settimana o massimo dieci giorni. I sintomi di natura allergica, al contrario, non passano da soli, ma possono persistere per settimane o addirittura mesi, finché il bambino rimane esposto alla sostanza scatenante. Anche osservare le secrezioni nasali può aiutare molto per distinguere raffreddore e rinite allergica.

Secondo la dottoressa Enrica Provenzano, otorinolaringoiatra di Humanitas Gradenigo e Humanitas Medical Care Principe Oddone, il muco allergico si presenta tipicamente acquoso, abbondante e trasparente. In caso di infezione virale come il raffreddore, invece, il muco tende ad addensarsi col passare dei giorni, assumendo una colorazione giallastra o verdognola:

Il muco nella rinite allergica è chiaro e limpido, tanto che si parla di rinorrea acquosa, cioè naso che cola, mentre nel comune raffreddore è più denso, variabile nella quantità e colore.

Il ristagno di muco può favorire la proliferazione di microrganismi patogeni (virus, batteri), con formazione quindi di catarro più denso o muco-purulento, ciò aumenta le probabilità che la rinite comune diventi una rinosinusite acuta.[…]

Tuttavia, rinite allergica e rinite o rinosinusite possono essere presenti nello stesso momento, complicando la diagnosi e la qualità della respirazione, del sonno e della vita del bambino e dei genitori.

Un’altra differenza cruciale risiede nella temperatura corporea, perché i banali raffreddori possono portare febbre, mentre nelle riniti allergiche è totalmente assente. Riconoscere in tempo questi segnali, è fondamentale per affrontare la situazione con la giusta consapevolezza. Il professor Alessandro Giovanni Fiocchi, inoltre, spiega a “Fondazione Veronesi”:

Probabilmente si tratta di raffreddore, causato tipicamente dalla famiglia dei Rinovirus, e possiamo escludere l’allergia primaverile se i sintomi sono di breve durata e sono presenti anche febbre e mal di gola

È invece più probabile essere in presenza di allergia stagionale, comunemente chiamata febbre da fieno o rinite allergica, se i sintomi durano settimane o mesi e sono presenti solo in primavera, sono associate occhiaie profonde e sanguinamento del naso, il bambino ha l’abitudine di effettuare il cosiddetto ‘saluto allergico’.

Si tratta di un gesto involontario che coinvolge la mano, portata verso il viso, solitamente per strofinare e sfregare gli occhi o il naso dal basso verso l’altro, o da destra a sinistra, come risposta al prurito o all’irritazione causati dalle allergie o il bambino respira con la bocca aperta di notte, con conseguente alitosi che si presenta al mattino.

Gli accorgimenti a cui prestare attenzione

Un altro tassello fondamentale è capire il momento dell’anno e i luoghi in cui si manifestano i sintomi. Spesso si tende ad associare l’allergia quasi esclusivamente alla primavera, a causa dei pollini, ma “Fanpage.it” riporta che le riniti possono scatenarsi anche in autunno e in inverno.

Nei mesi più freddi, i bambini trascorrono gran parte della loro giornata in ambienti chiusi, come scuola, casa o palestra, e questo li espone continuamente ad allergeni interni come acari della polvere e muffe. La dottoressa Giulia Di Colo, allergologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha dichiarato a “Fanpage.it” che questi nemici invisibili possono scatenare riniti croniche che i genitori confondono con le infezioni virali tipiche della stagione fredda:

Sono gli allergeni indoor, cioè gli acari della polvere.

Risentono dell’accensione dei termosifoni, dell’aumento di umidità, dello smog e delle prime piogge.

Ci sono dei soggetti più predisposti a sviluppare allergie o ipersensibilità. […]

Probabilmente lo smog e la vita in città non aiutano e quindi avviene questa sorta di polarizzazione verso una risposta del sistema immunitario che va a creare allergia.

Ma quali sono le cure per la rinite allergica? “Humanitas” riporta che secondo la dottoressa Enrica Provenzano, il primo passo è facilitare la respirazione del bambino attraverso lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica, utili per liberare le vie nasali dal muco. Sul fronte ambientale, invece, piccoli accorgimenti come rimuovere tende e tappeti che trattengono la polvere e lavare regolarmente i peluche con cui il piccolo dorme, possono fare una grandissima differenza. Sono interventi semplici, ma efficaci per migliorare il respiro notturno e garantire un sonno migliore.

Leggi anche: Apnee notturne nei bambini, lo spray salino è davvero la soluzione per un sonno migliore?

Condividi
Ad image