Assenteismo ingiustificato e falsa malattia: come orientarsi alla soluzione

Prevenire le irregolarità: ecco tutto quello che c'è da sapere per contrastare finte malattie, assenteismo e tutelare l'azienda.

Elena Orsatti
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Non tutte le assenze sui luoghi di lavoro risultano giustificate: non a caso la gestione di ferie e permessi è tra i compiti di maggiore complessità nel panorama delle risorse umane. Se però un dipendente si assenta senza seguire l’iter opportuno di comunicazione con l’azienda, sussiste una situazione di assenteismo ingiustificato, a fronte di un abuso di permessi retribuiti. Un comportamento che può costituire reato.

Si tratta di un fenomeno che implica delle conseguenze negative per l’azienda in termini sia di pianificazione che di fatturato. Inoltre, può avere come presupposto la falsificazione del certificato di malattia: una condizione in cui il datore di lavoro può valutare di approntare un’investigazione aziendale per falsa malattia, complice la simulazione di una finta patologia. 

Sia l’assenteismo ingiustificato che la falsa malattia, se dimostrati, possono infatti avere conseguenze dal punto di vista legale, mettendo il datore di lavoro nelle condizioni di procedere a un licenziamento per giusta causa. Tutto questo in linea con la normativa attuale, inclusi gli abusi sanzionabili all’interno della Legge 104.

Falsa malattia del dipendente e assenteismo ingiustificato: due fenomeni spesso correlati

assenteismo ingiustificato e falsa malattia

La falsa malattia del dipendente è ciò che spesso si cela dietro l’assenteismo ingiustificato, risultando un problema tanto comune quanto dannoso per le imprese. Alla base c’è il ricorso, da parte del lavoratore, a certificati medici o comportamenti che non risultano in linea con il suo reale stato di salute. Ecco alcuni esempi:

  • simulazione di una patologia 
  • guarigione più lenta del normale decorso fisiologico
  • presenza di comportamenti anomali, ovvero che non trovano riscontro nella patologia dichiarata
  • svolgimento di un’altra occupazione durante la condizione di malattia, che ne procrastina la guarigione. Ciò può, inoltre, comportare una violazione del diritto di concorrenza

Una precisazione. Se il lavoratore è in malattia, ciò non significa che non possa di per sé conseguire altre occupazioni. Deve però attenersi alle regole previste nel contratto e alle disposizioni del medico. Se ciò non avviene, si registra una falsa malattia da parte del dipendente: una condizione soggetta a provvedimenti di natura disciplinare tra cui, in extrema ratio, il licenziamento per giusta causa.

Gli abusi nella Legge 104

Una particolare forma di assenteismo ingiustificato è rappresentata dagli abusi della Legge 104, la quale regola i permessi per i caregiver e i dipendenti con disabilità. Questa legge è stata sostituita, a partire dal 1° gennaio 2026, dalla legge 106, che ha portato con sé misure ulteriori a favore di questa particolare categoria di lavoratori:

  • dieci ore retribuite in più per l’espletamento di visite, cure mediche, esami di natura strumentale
  • vengono confermati i tre giorni mensili della Legge 104

I permessi della Legge 104 e della Legge 106 sono vincolati all’autorizzazione dell’INPS e prevedono che il lavoratore-caregiver debba avere una parte di tempo da dedicare alle proprie esigenze. Qualora si predisponga un’investigazione aziendale occorre, dunque, particolare cautela e competenza. Il lavoratore si espone, in caso di abuso, non solo al licenziamento per giusta causa, ma a un reato di truffa nei confronti dell’INPS.

Quando avviare un’investigazione aziendale

Il datore di lavoro ha il diritto di avviare un’investigazione aziendale al minimo sospetto di falsa malattia del dipendente o assenteismo ingiustificato. Le azioni investigative hanno come fine l’accertamento della condotta del lavoratore in merito ai permessi. Un’investigazione aziendale è dunque il primo passo per dimostrare una condizione di falsa malattia o di assenteismo ingiustificato, e poter adottare i provvedimenti adeguati.

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