Università, La Sapienza prima al mondo per Lettere classiche e Storia antica: è il sesto anno consecutivo

La Sapienza di Roma si colloca, per il sesto anno consecutivo, come eccellenza mondiale nello studio delle Lettere classiche e della Storia antica. Ottimi risultati anche per altri 60 atenei italiani, presenti nella classifica globale 769 volte.

Giorgia Fazio
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Anche quest’anno è stata rilasciata la Qs World University Rankings by Subject 2026, la tradizionale classifica delle migliori università al mondo e La Sapienza di Roma si è collocata in cima alla lista. L’ateneo si pone come eccellenza, soprattutto, per Lettere classiche e Storia antica.

Come riporta Ansa, è il sesto anno consecutivo che l’università occupa la prima posizione dell’elenco mondiale, mentre restringendo il campo ai Paesi UE l’Italia è terza per numero di atenei classificati, dopo Francia e Germania. Settima, invece, per quanto riguarda lo Stato più rappresentato.

Si tratta, quindi, di un importante vanto per il sistema accademico italiano. A confermare ciò è stato anche Nunzio Quacquarelli, presidente Qs: I risultati di quest’anno mostrano un sistema universitario di spessore, un’università italiana capace di esprimere eccellenze riconosciute a livello globale.

La Sapienza tra le migliori università

Ogni anno viene stilata la Qs World University Rankings by Subject, classifica delle migliori università al mondo. Nel 2026, come fa sapere Ansa, La Sapienza di Roma si è posizionata in cima alla lista, per quanto riguarda Lettere classiche e Storia antica, per il sesto anno consecutivo.

Il rimato non è, però, solo dell’ateneo della Capitale, ma di tutta la Nazione. L’Italia, infatti, è al terzo posto tra i Paesi dell’Unione europea per numero di università classificate. Le 60 presenti appaiono, dunque, 769 volte nella classifica, di cui 671 nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. Prima della Penisola ci sono solo la Francia e la Germania.

A livello mondiale, invece, l’Italia è il settimo Paese più rappresentato per atenei classificati. Un ottimo posizionamento, se si pensa che in cima si trovano Harvard prima al mondo in 14 discipline, il Mit di Cambridge in 11, Oxford in 4 e il Politecnico Eth di Zurigo in 3. A dare visibilità alla Penisola sono, in particolare, le università pubbliche generaliste, quali Bologna che appare in 50 voci, La Sapienza in 46 e l’Università di Padova in 40.

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Le università italiane nella classifica

La Sapienza di Roma

Nella Qs World University Rankings by Subject 2026 sono numerosi, per l’appunto, gli atenei italiani che compaiono in diverse voci. Nello specifico, l’Università degli Studi di Milano in 38, l’Università degli Studi di Firenze in 34, l’Università degli Studi di Napoli Federico II in 31, l’Università degli Studi di Pisa in 30, l’Università degli Studi di Torino in 29, il Politecnico di Milano in 26.

Nella top 20 mondiale, dunque, guidano l’Italia la Bocconi e il già citato Politecnico di Milano, con quattro presenza, seguiti da La Sapienza con tre. Si aggiungono il Politecnico di Torino con due presenze e, con una presenza, l’Università di Bologna, la Scuola Normale Superiore e l’Università Iuav di Venezia. Ponendo lo sguardo sulle migliori 50 università, ecco di nuovo il Politecnico, al primo posto tra gli atenei italiani, con 10 presenze.

A seguire, l’Università di Bologna con nove, Sapienza e Politecnico di Torino con sei, Università Bocconi con cinque. Infine, nella top 100 compaiono Bologna e Sapienza, entrambe con 26 presenze, il Politecnico di Milano con 15, l’Università di Padova con 12, il Politecnico di Torino con 10 e, con otto, l’Università Bocconi e l’Università degli Studi di Milano.

Tra le classificate, per quanto riguarda il Sud, ci sono l’Università e il Politecnico di Bari, l’ateneo di Catania con Odontoiatria, la Federico II di Napoli, per Ingegneria, Scienze veterinarie, Lettere classiche, Odontoiatria e, infine, l’ateneo di Salerno e di Cagliari, per la facoltà di Farmacia. A commentare il livello accademico dell’Italia, che appare nitido dalla posizione ricoperta dagli atenei nella classifica, è stato Nunzio Quacquarelli, presidente Qs. Queste le sue parole riprese da Ansa:

I risultati di quest’anno mostrano un sistema universitario di spessore, un’università italiana capace di esprimere eccellenze riconosciute a livello globale, ma meno efficace nel trasformarle in forza sistemica.

Accanto a punte di altissimo livello, restano infatti disomogeneità nella capacità di ricerca, pressione sulle risorse, competizione internazionale e difficoltà nel consolidare i risultati su scala più ampia.

La sfida, per il sistema italiano, non è dimostrare di avere eccellenza ma sostenerla nel tempo.

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