Si sono conclusi ieri, 22 marzo, i Campionati mondiali indoor di atletica leggera e l’Italia ha raggiunto risultati eccellenti, posizionandosi al terzo posto nella classifica dei medaglieri. Tre ori e due argenti fanno volare gli Azzurri al gradino più basso del podio, mai accaduto nelle venti edizioni precedenti.
Un vero e proprio record, quindi, che conferma lo splendido lavoro di atleti e atlete negli ultimi anni. Sul tetto del mondo si sono posizionati Zaynab Dosso nei 60 metri, Nadia Battocletti nei 3000 metri e Andy Diaz nel salto triplo. Larissa Iapichino e Mattia Furlani, invece, sono argento nel salto in lungo.
Due ori nella stessa giornata, cinque medaglie in totale, tutti primati per un’Italia che continua a scrivere la propria storia dello sport, in una cornice sempre più internazionale. Vediamo meglio, però, in che modo gli Azzurri sono riusciti a raggiungere una posizione così alta ai Mondiali di atletica leggera.
Mondiali di atletica, Italia da record
L’Italia dell’atletica leggera saluta Toruń e la Polonia con delle prestazioni record e un piazzamento nella classifica dei medaglieri senza eguali. I Campionati mondiali indoor, infatti, hanno visto gli Azzurri conquistare tre ori e due argenti, con la conferma di quanto la Penisola dello sport stia occupando sempre più la scena internazionale.
Come riporta AGI, è stato battuto innanzitutto il primato di due ori indoor vinti nella stessa giornata, quali quelli di Nadia Battocletti nei 3000 metri e Zaynab Dosso nei 60 metri. In passato si era verificata una situazione simile, ma ai Mondiali all’aperto di Goteborg, nel 1995, con le prime posizioni di Michele Didoni nei 20 km di marcia e Fiona May nel salto in lungo.
Accanto a Battocletti e Dosso si aggiunge l’oro di Andy Diaz, nel salto triplo. Infine, gli argenti di Larissa Iapichino e Mattia Furlani nel salto in lungo. In questo modo, l’Italia ha chiuso i Campionati mondiali con una terza posizione nella classifica dei medaglieri, mai così alta, facendo un confronto con le venti edizioni precedenti.
Per la quattordicesima volta, a vincere il medagliere sono stati gli Stati Uniti, con 5 ori, 7 argenti e 6 bronzi. In seconda posizione la Gran Bretagna, con un totale di 4 ori. Alle spalle dell’Italia, invece, l’Ucraina, con 2 ori e un solo argento.
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Le vittorie azzurre ai Mondiali di atletica

I Mondiali indoor di atletica leggera di Toruń si sono aperti per l’Italia con l’oro di Andy Diaz nel salto triplo. L’Azzurro si è confermato campione del mondo, dopo il successo a Nanchino lo scorso anno, saltando una distanza di 17.47 al primo tentativo. Nessuno è riuscito, quindi, a batterlo e alle sue spalle si sono fermati il giamaicano Scott e l’algerino Triki.
La seconda medaglia per l’Italia ai Campionati mondiali è arrivata sabato 21 marzo con Nadia Battocletti, oro nei 3mila metri. Con un tempo di 8’57″64, l’atleta trentina, alla sua prima partecipazione a una competizione iridata al chiuso, si è posizionata in testa rispetto alla statunitense Mackay e all’australiana Hull.
Altro trionfo, storico, quello di Zaynab Dosso nei 60 metri, che ha portato all’Italia il secondo oro della giornata, dopo quello di Battocletti. La sprinter azzurra ha collezionato un crono di 7″00, ponendosi davanti alla statunitense Jacious Sears e alla santaluciana Julien Alfred. Ai tre ori dell’Italia si aggiungono, infine, due argenti, che arrivano entrambi dal salto in lungo.
Prima quello di Larissa Iapichino, seconda con una misura di 6,87 metri, saltata all’ultimo tentativo. Oro alla portoghese Agate De Sousa, mentre bronzo alla colombiana Natalia Linares. Nel palmarès dell’atleta fiorentina, come riporta AGI, ci sono già l’oro continentale indoor vinto lo scorso anno ad Apeldoorn, l’argento agli Europei a Roma 2024, l’oro europeo under 23 del 2023.
A chiudere i trionfi azzurri è stato Mattia Furlani, argento nel salto in lungo, con una distanza di 8,39 metri, eguagliando così il primato personale. La medaglia d’oro è andata al portoghese Gerson Baldé e quella di bronzo al bulgaro Bozhidar Saraboyukov. Per il lunghista azzurro si tratta del terzo titolo conquistato in sala, dopo l’argento a Glasgow 2024 con 8,22 e l’oro lo scorso anno a Nanchino. Come riporta AGI, dopo la prestazione Furlani ha dichiarato:
L’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé e in quel salto, se avessi preso più centimetri alla pedana, ero sugli 8,50 metri.
Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto.
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