Chi è Daniele Terenzi, primo ballerino al mondo con protesi alla gamba: “La danza è la mia essenza”

Daniele Terenzi ha perso la gamba sinistra 8 anni fa, ma questo non lo ha fermato dal salire sul palcoscenico. Adesso, infatti, è il primo ballerino al mondo a danzare con una protesi transfemorale. Ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi e scritto un libro, proprio sulla sua rinascita.

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Quella di Daniele Terenzi è la storia di chi non ha mai smesso di sognare, anche quando la vita ha pensato progetti diversi dal previsto, per il futuro. Fin da adolescente, infatti, il giovane romano ha coltivato la passione per il ballo, specializzandosi in classico, neoclassico e danze latine.

Nel 2018, però, un grave incidente ha frenato il desiderio di Terenzi di salire sul palco e vivere di danza. L’allora 30enne non solo è finito in coma, ma ha anche perso la gamba sinistra. Dopo una lunga riabilitazione è tornato a camminare, con il costante sogno di tornare sul palcoscenico.

Ora Daniele, come riporta Ansa, è il primo ballerino al mondo a danzare con una protesi transfemorale alla gamba, ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina e ha deciso di raccontare la sua storia nel libro La danza della rinascita.

Chi è Daniele Terenzi

Romano, classe 1988, Daniele Terenzi è il primo ballerino al mondo a danzare con una protesi trasfemorale alla gamba, esibendosi nei repertori di classico, neoclassico e latino. Musica e movimento hanno sempre fatto parte della sua vita, fino a diventare un vero e proprio lavoro.

Nel 2018, però, un grave incidente stradale ha infranto momentaneamente il suo sogno di continuare a calcare i palcoscenici. Daniele, infatti, è finito in coma e ha perso la gamba sinistra. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, ha mostrato sempre più progressi quotidiani, sorprendendo medici e fisioterapisti.

Il suo obiettivo è sempre stato quello di tornare a danzare, come lo stesso Terenzi ha affermato. Le sue parole sono state riprese da L’Arena: Io non ho voluto crederci. Ho sempre sentito che la mia essenza è la danza: ballerino ero prima e ballerino restavo, anche senza una gamba. Il ballerino continua poi:

Ero stato fortunato a trasformare la mia passione nel mio lavoro e di nuovo fortunato a essere quell’unica persona su dieci che riesce a riprendersi dopo un incidente così tremendo.

Ho scelto di guardare il lato positivo e di riprendermi la mia vita.

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La danza inclusiva di Daniele Terenzi

Daniele Terenzi

In seguito all’incidente, Daniele è tornato per davvero a ballare, grazie allo sviluppo tecnologico. L’ortopedia romana Somp, infatti, ha realizzato una protesi progettata specificamente per la danza. Questo è stato il commento di Terenzi a riguardo, ripreso da L’Arena:

Adattarsi a ballare con una protesi è stato durissimo: un passo avanti e due indietro.

Dopo tre anni di calvario, quando sono tornato sul palco e il sipario si è aperto di fronte a me, ho provato un’emozione che non dimenticherò mai.

Ce l’avevo fatta.

La compagnia di Terenzi, l’Empathy Ballet Studio di Pomezia, promuove proprio questo tipo di danza inclusiva, che porta in giro per il mondo questo messaggio di resilienza e reazione:

La soddisfazione più grande è vedere ragazzi con disabilità riuscire a esprimersi attraverso la danza.

A volte succede qualcosa di miracoloso: chi è in sedia a rotelle riesce ad alzarsi con il deambulatore.

E poi ci sono i ragazzi normodotati che, dopo aver visto i nostri spettacoli, tornano a ballare dopo aver smesso per vergogna del proprio corpo.

La danza è tecnica e perfezione, sì, ma soprattutto è espressione di sé, emozione condivisa.

L’ultimo, grande impegno del 37enne è stata la partecipazione alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina, all’Arena di Verona, lo scorso 6 marzo. La storia di Daniele si è associata perfettamente al tema dei Giochi, Life in motion, vita in movimento, inserendosi in una cornice firmata da Yoann Bourgeois, con la regia di Marco Boarino:

È un linguaggio che mette l’essere umano al centro, prima della tecnica.

Portare la mia danza in questo contesto significa contribuire a un messaggio universale: l’arte come spazio di verità, inclusione e riconoscimento autentico della persona.

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La storia di Daniele Terenzi diventa un libro

Come fa sapere Ansa, Daniele Terenzi non è impegnato a diffondere la propria storia solo attraverso il ballo, ma ha scelto anche un altro canale di comunicazione, quale la scrittura del libro La danza della rinascita, disponibile sul sito dell’autore. Il testo ripercorre la vita del ballerino, partendo dai momenti di formazione, passando per l’incidente, fino ad arrivare alla riabilitazione e al suo ritorno sul palco.

Terenzi descrive in questo modo il proprio libro: “Questo libro non è il racconto di ciò che ho perso, ma di ciò che non ho smesso di essere. Ho sentito dire che non avrei più potuto danzare. Che il mio corpo era rotto. Che dovevo fare i conti con i miei limiti. E invece ho deciso di fare i conti con la paura. E l’ho vinta, un passo alla volta“.

Quella di Daniele Terenzi, quindi, è una riflessione sulla danza, intesa come strumento di inclusione e responsabilità sociale e culturale: “Ci sono vite che scorrono come un passo di danza, fluide, leggere, quasi impercettibili. E poi ci sono vite che inciampano, cadono, si rialzano e ripartono con una forza che sembra impossibile. La mia è una di queste’‘.

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