Si sono tenuti nella notte italiana tra il 15 e il 16 marzo gli Oscar 2026, che hanno visto trionfare su tutti i film in lista Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson. Come riporta Vanity Fair, il thriller politico ha collezionato sei statuette, inclusi riconoscimenti importanti come miglior film, regia e sceneggiatura non originale.
La sfida cinematografica, però, è sempre stata aperta, in un testa a testa con I peccatori, di Ryan Coogler, che invece ha vinto quattro premi. I due film raccontano il primo di un’America violenta, il secondo l’orrore dei vampiri come simbolo del razzismo sistemico.
Tra i vari vincitori c’è anche Valentina Merli, unica italiana candidata quest’anno, che ha ricevuto il premio per Two People Exchanging Saliva, miglior cortometraggio in live action, di cui è stata produttrice. Ex aequo anche The Singers, di Sam A. Davis.
La cerimonia degli Oscar 2026
A condurre la cerimonia degli Oscar 2026, in diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles, è stato Conan O’Brien, che ha duplicato l’esperienza dello scorso anno. In lizza per vincere la statuetta più desiderata del mondo cinematografico c’erano numerosi nomi, ma a trionfare sono stati soprattutto due, Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson, e I peccatori, di Ryan Coogler.
Nonostante i due generi completamente differenti, si è portata in auge da un lato l’America autoritaria e violenta, dall’altro il razzismo sistemico rappresentato attraverso una storia di vampiri. Nello specifico, Una battaglia dopo l’altra ha collezionato sei statuette, tra cui quelle per miglior film, regia e sceneggiatura non originale. Paul Thomas Anderson, come riporta Vanity Fair, una volta salito sul palco, ha dichiarato:
Ho scritto questo film per i miei figli per chiedere scusa per il disastro che abbiamo lasciato nel mondo che stiamo consegnando loro, ma anche con l’incoraggiamento che saranno la generazione che, si spera, ci riporterà un po’ di buon senso e di decenza.
Dietro di lui si è posizionato I peccatori, che ha portato a casa quattro premi, tra cui miglior sceneggiatura originale e miglior attore con Michael B. Jordan. Quest’ultimo, ritirando la statuetta, ha esordito con “Dio è buono“, per poi rivolgersi al regista: “Mi hai dato l’opportunità e lo spazio per essere visto“.
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Tutti i vincitori degli Oscar 2026

Sempre per Una battaglia dopo l’altra, Sean Penn ha vinto il premio come miglior attore non protagonista, grazie alla sua interpretazione di un soldato razzista che cerca di entrare in una società segreta. Con questo Oscar Penn entra nella storia, diventando il quarto attore a vincere tre premi, dopo Daniel Day‑Lewis, Jack Nicholson e Walter Brennan.
Miglior attrice non protagonista, invece, è stata Amy Madigan, per la “sua” strega in Weapons, di Zach Cregger. Ricordando la sua prima candidatura, l’attrice ha detto sul palco: “Sono passati quarant’anni. La differenza questa volta è questo piccolo tizio d’oro“. Il titolo di miglior attrice protagonista è andato, poi, a Jessie Buckley, per Hamnet di Chloé Zhao.
La donna ha vestito i panni di una madre che affronta la morte del figlio e, nel suo discorso, Buckley ha ricordato come la vittoria è coincisa con il girono della festa della mamma, nel Regno Unito: “Vorrei dedicare questo premio al bellissimo caos del cuore di una madre. Veniamo tutti da una discendenza di donne che continuano a creare contro ogni previsione“.
Tra i vincitori inaspettati c’è stato KPop Demon Hunters, che ha trionfato sia come miglior film d’animazione sia come miglior canzone originale, con Golden. Per la prima volta la cultura e la musica pop coreane sono state protagoniste della cerimonia hollywoodiana. Maggie Kang, co-regista, ha quindi dichiarato: “Mi dispiace che ci sia voluto così tanto tempo per vederci in un film come questo. Ma ora è qui. E questo significa che le prossime generazioni non dovranno più aspettare. Questo è per la Corea e per i coreani ovunque“. Ecco l’elenco di tutti i vincitori:
- miglior film: Una battaglia dopo l’altra
- miglior regista: Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
- miglior attrice protagonista: Jessie Buckley, Hamnet
- miglior attore protagonista: Michael B. Jordan, I peccatori
- miglior attore non protagonista: Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra
- miglior attrice non protagonista: Amy Madigan, Weapons
- miglior sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
- miglior sceneggiatura originale: Ryan Coogler, I peccatori
- miglior film internazionale: Sentimental Value, Norvegia
- miglior documentario: Mr Nobody Against Putin
- miglior film d’animazione: KPop Demon Hunters
- miglior fotografia: Autumn Durald Arkapaw, I peccatori
- miglior montaggio: Andy Jurgensen, Una battaglia dopo l’altra
- miglior canzone originale: Golden, KPop Demon Hunters
- migliori costumi: Kate Hawley, Frankenstein
- miglior casting: Cassandra Kulukundis, Una battaglia dopo l’altra
- miglior colonna sonora originale: Ludwig Göransson, I peccatori
- miglior trucco e acconciatura: Frankenstein
- miglior scenografia: Frankenstein
- migliori effetti speciali: Avatar – Fuoco e cenere
- miglior sonoro: F1
- miglior cortometraggio: ex aequo The Singers e Two People Exchanging Saliva
- miglior cortometraggio d’animazione: La jeune fille qui pleurait des perles
- miglior cortometraggio documentario: All the Empty Rooms
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Merli, l’italiana che ha vinto l’Oscar
Ad apparire tra i nomi di chi ha vinto un’Oscar c’è anche Valentina Merli, produttrice di Two people exchanging saliva, che ha vinto come miglior cortometraggio in live action. Si tratta dell’unica italiana a essere stata candidata e ad aver portato a casa un’Oscar, in questa 98esima edizione. Ad Ansa, Merli a commentato così il trionfo:
Ho la cittadinanza francese, un marito e due figli che vivono lì con me.
Sono loro i primi che ho chiamato.
Ma mi sento stra-italiana stra-bolognese!
Sono travolta dall’affetto che mi sta arrivando.
Mia mamma, mia sorella, mio padre, gli amici erano tutti davanti alla tv.
Mi sono arrivati 259 messaggi.
Sono davvero commossa.
Ancora non ci credo: è un sogno!
Ce l’hanno proposto a inizio 2023, abbiamo girato in autunno.
In agosto 2024 l’abbiamo presentato al festival Telluride e poi in giro per il mondo.
E oggi siamo qui!
La produttrice, infatti, è nata e cresciuta a Bologna e dopo la laurea in giurisprudenza si è trasferita a Parigi, dove ha iniziato a lavorare nel cinema. Si è dedicata, quindi, alla vendita dei diritti, poi alla distribuzione e sei anni fa ha fondato con una collega la sua società di produzione Misia Films. Adesso il suo intento è quello di lavorare sempre più con l’Italia, dove purtroppo l’intendere la cultura come una fonte di guadagno non è ancora un pensiero condiviso:
Mi dispiace che l’Italia sia assente.
Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo.
Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici.
Penso che il cinema – come tutta la cultura – non sia abbastanza sostenuto in Italia.
In Francia ti senti più ascoltato, accompagnato.
Con il giusto supporto, il cinema crea un ritorno economico.
Della cultura si mangia eccome.
Come vorrei lavorare di più con italiani!

