I benefici della dieta vegetariana: non mangiare carne ridurrebbe del 30% il rischio di tumore

Una ricerca condotta a Oxford ha fatto emergere una correlazione tra l'adozione di una dieta vegetariana e la riduzione del rischio di contrarre il cancro. I dati sono stati positivi, ma bisogna sempre considerare che il mondo scientifico è in continua evoluzione e potranno essere scoperti ancora altri benefici dell'alimentazione vegetale.

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Secondo uno studio condotto presso l’Università di Oxford, ci sarebbe una correlazione tra l’adozione di una dieta vegetariana e la riduzione del rischio di contrarre il cancro. Nello specifico, i ricercatori hanno preso in esame cinque gruppi alimentari e li hanno confrontati con 17 tipologie di tumori.

Ne è emerso che le persone vegetariane presentano un minore rischio oncologico di cinque tipi di tumore, ossia pancreas, seno, prostata, rene e mieloma multiplo. Rimangono ancora incerti i dati per quanto riguarda il veganismo, ma lo studio a riguardo si sta espandendo in altre aree del mondo e non solo nei tre Continenti presi finora in considerazione.

Bisogna sottolineare che l’intento della ricerca non è quello di dettare una dieta universale, in grado di prevenire al 100% il rischio di cancro, ma vuole sottolineare come l’adozione di uno stile alimentare sano ed equilibrato possa ridurre notevolmente i problemi che una dieta differente potrebbe provocare.

I benefici della dieta vegetariana

Come riporta il Quotidiano nazionale, un gruppo di ricercatori della Cancer Epidemiology Unit dell’Oxford Population Health ha condotto uno studio sui benefici che la dieta vegetariana apporta alla salute umana. Pubblicata sul British Journal of Cancer, la ricerca ha raccolto i dati di oltre 1,8 milioni di persone, provenienti da tre Continenti diversi, in occasione del progetto Cancer Risk in Vegetarians Consortium.

Nello specifico, quindi, lo studio si è concentrato sulla relazione tra dieta vegetale e possibilità di contrarre il cancro. Sono state analizzate 17 tipologie differenti di tumore, confrontando il rischio oncologico rispetto a cinque gruppi alimentari. Si è trattato di mangiatori di carne, consumatori di solo pollame, pescetariani, vegetariani e vegani.

I dati emersi dallo studio hanno dimostrato che chi non mangia carne è soggetto a una riduzione del 31% di contrarre un mieloma multiplo, del 28% un tumore al rene, del 21% un tumore al pancreas, del 12% un tumore della prostata e del 9% un tumore al seno. Nessun riscontro, invece, sul tumore a colon-retto, stomaco, fegato, polmone, endometrio, ovaie, bocca e faringe e vescica.

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L’importanza di una dieta equilibrata

Dieta vegetariana

Ciò su cui i ricercatori di Oxford si sono concentrati è stata l’importanza di adottare uno stile alimentare sano ed equilibrato. Non esiste, infatti, una dieta che possa prevenire in assoluto il rischio di contrarre il cancro, ma è necessario avere degli accorgimenti nei confronti di una delle principali cause di morte a livello globale.

Come riporta il Quotidiano nazionale, le linee guida per la prevenzione puntano sulla necessità di seguire un’alimentazione ricca di frutta, verdura, fibre e povera di carne lavorata. In questo contesto si inserisce la questione del veganismo. Non ci sono ancora abbastanza dati che sottolineano differenze significative tra chi adotta una dieta onnivora e chi vegana.

Nello studio pubblicato sul British Journal of Cancer è sottolineato, a tal proposito, che i risultati emersi dallo studio sono ancora troppo pochi per poter arrivare a una conclusione. A ogni modo, sembrerebbe che il maggiore rischio di carcinoma esofageo nei vegetariani e di tumore intestinale nei vegani potrebbe essere legato a un minore apporto di alcuni nutrienti più abbondanti negli alimenti di origine animale.

Rimane, però, una questione che deve essere ancora approfondita. Per quanto riguarda i pescetariani, poi, sarebbe emerso un minore rischio di contrarre il tumore al seno, al rene e all’intestino rispetto agli altri due gruppi, mentre chi si nutre di pollame ma non carne rossa presenta un rischio inferiore di tumore alla prostata. Bisogna sottolineare comunque che il mondo della ricerca è in continua evoluzione, quindi saranno condotti ulteriori studi a riguardo che potranno presentare un quadro più chiaro della correlazione tra alimentazione e cancro.

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