Intervento innovativo in Italia: donna con rara patologia alla placenta salva col suo bimbo

Intervento record a Reggio Emilia, dove una donna partoriente con una rara patologia alla placenta è stata salvata, insieme al suo bambino, dal rischio di emorragia. L'operazione è andata a buon fine, grazie alla professionalità dei medici e alla tecnologia clinica.

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Eseguito con successo un intervento su una donna incinta, con una rara patologia alla placenta. L’operazione è stata condotta, per la prima volta, presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e ha visto coinvolto il team ostetrico-ginecologico della struttura.

Oltre al reparto di Ostetricia e Ginecologia, l’ospedale ha potuto contare sulla collaborazione con i servizi di Radiologia Interventistica e di Anestesia e Rianimazione del Santa Maria. Grazie a questo intervento, è stato ridotto in maniera significativa il rischio emorragico.

Mamma e figlio ora stanno bene e, fa sapere una nota dell’azienda ospedaliera:Il decorso post-operatorio della madre è proceduto regolarmente“. Vediamo meglio come si è svolto l’intervento.

Primo intervento su placenta “accreta”

Come riporta Il Resto del Carlino, è stato eseguito presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia il primo intervento su una donna partoriente, con una rara patologia alla placenta, definita “accreta”. Questa condizione comporta un importante rischio per la madre, in quanto la placenta, per l’appunto, appare fortemente aderente all’utero.

Si tratta di un problema rilevante siccome la placenta ha la funzione di far arrivare ossigeno e nutrienti al feto, eliminando i prodotti di scarto. In condizioni normali, essa aderisce alla parete uterina, mentre se si presenta il PAS, Placenta Accreta Spectrum, c’è una vera e propria infiltrazione patologica nell’utero.

La patologia è rara, tanto da riguardare una gravidanza su mille, soprattutto in donne che hanno già subìto un taglio cesareo, e potenzialmente gravissima, poiché impedisce la corretta separazione della placenta al termine del parto. Il rischio è quello di incorrere in forti emorragie. Per risolvere a tale situazione viene messa in partica l’embolizzazione profilattica con palloncino.

Sottolinea Il Resto del Carlino che si tratta di una procedura specialistica, che limita la possibilità di emotrasfusioni e migliora gli esiti clinici grazie alla temporanea chiusura dei vasi sanguigni afferenti all’utero. In questo modo si riduce in maniera significativa il rischio emorragico.

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Come si è svolto l’intervento

Intervento innovativo Reggio Emilia

A essere coinvolto nell’intervento è stato il team multidisciplinare di Ostetricia e Ginecologia, in collaborazione con i servizi di Radiologia Interventistica e di Anestesia e Rianimazione del Santa Maria. La struttura ostetrico-ginecologica, inoltre, è al primo posto in Italia per numero di parti podalici naturali ed è centro di riferimento per il trattamento di tumori ginecologici.

Proprio per tale ragione, l’Arcispedale Santa Maria Nuova ha raggiunto ora un altro punto di eccellenza, con un’operazione che ha avuto ottimi risultati. In una nota ripresa da Il Resto del Carlino, infatti, la struttura ha fatto sapere:

La paziente e il neonato sono in buone condizioni cliniche e il decorso post-operatorio della madre è proceduto regolarmente.

Il rischio maggiore in questi casi è di natura emorragica ed è tenuto sotto controllo nel corso della procedura grazie all’inserimento di un palloncino che chiude temporaneamente i vasi sanguigni collegati all’utero (cosiddetta embolizzazione profilattica).

Lorenzo Aguzzoli, direttore della Struttura di Ginecologia e Ostetricia, invece: “Da tempo abbiamo intrapreso un percorso di innovazione nella gestione delle gravidanze ad alto rischio ed elevata complessità, oltre che nella ginecologia conservativa. Questi risultati sono possibili grazie a tecniche avanzate e strategie integrate, sostenute dall’innovazione clinica, tecnologica e multidisciplinare”.

Davide Fornaciari, direttore generale dell’Ausl, si è accodato a tale commento, sottolineando la preparazione e la professionalità di tutte le figure che hanno preso parte all’intervento e che lavorano nella struttura:

Un risultato che è frutto di preparazione accurata ed elevata integrazione tra competenze.

La professionalità e la dedizione di medici, infermieri, ostetriche, tecnici e coordinatori hanno aperto la strada a una procedura complessa, un passo avanti nella tutela della salute materna.

Un traguardo significativo per la nostra equipe ostetrico-ginecologica che ne conferma il ruolo di riferimento nelle gravidanze ad alto rischio, sostenuto dall’impegno costante nell’innovazione clinica, tecnologica e multidisciplinare.

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