Si è spenta ieri, 2 febbraio, a 78 anni, la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, a causa di un malore. La sua scomparsa, improvvisa, ha colto tutti di sorpresa, soprattutto se si pensa che la professionista è stata attiva fino a pochi giorni prima della morte.
La sua ultima apparizione televisiva, infatti, il 31 gennaio scorso, nella trasmissione di Rai2 La volta buona. Come riporta Ansa, Parsi ha trascorso tutta la propria esistenza dedicandosi alla tutela dei bambini, passando dal ruolo di docente a quello di membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo.
Nella sua carriera, la psicoterapeuta ha realizzato una serie di testi scientifici, divulgativi e letterari, tutti incentrati sull’ascolto della voce dei più piccoli, quelli che lei stessa definiva la chiave per il futuro, poiché gli adulti sopravvivono se conservano dentro di sé il proprio lato adolescenziale.
Maria Rita Parsi, la voce dei bambini
Maria Rita Parsi, celebre psicoterapeuta e psicopedagogista, ha ricoperto numerosi ruoli nel corso degli anni, sia in ambito istituzionale che scientifico. Come riporta Ansa, infatti, la professionista è stata componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo e fondatrice del “Movimento Bambino”, onlus finalizzata a combattere gli ausi sui minori e a promuovere, invece, il rispetto nei loro confronti.
Sua anche la promozione, nel 2006, della Carta di Alba, documento volto alla tutela dei giovani rispetto ai pericoli della rete. Al centro di ogni suo impegno, quindi, c’è sempre stata la volontà di porre l’attenzione sui più piccoli, ascoltare i loro bisogni e dare indicazioni agli adulti su come rapportarsi al meglio.
Proprio a tal proposito, Maria Rita Parsi ha elaborato la “psicoanimazione”, una metodologia applicabile n ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico, che unisce la psicologia a tecniche di animazione, come quelle artistiche.
Attraverso il disegno, il teatro o la danza, si favoriscono la crescita personale e l’espressione delle emozioni. La terapeuta, dunque, ha fondato la Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa). Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi ricorda Parsi così:
Una professionista che ha rappresentato un punto di riferimento per la psicologia in Italia e nel mondo.
Ha dedicato l’intera sua vita alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti.
Con il suo lavoro clinico, scientifico e istituzionale ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale, contribuendo in modo decisivo alla diffusione di una cultura dell’ascolto, della protezione e della responsabilità verso l’infanzia.
La psicopedagogista è stata insignita, inoltre, del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, ha vinto il Premio Internazionale “Pio Manzù” e Medaglia della Camera dei Deputati per l’opera a favore dei bambini, il Premio Edela per il suo impegno a tutela della dignità delle donne e dei bambini.
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Gli insegnamenti che lascia Maria Rita Parsi

Maria Rita Parsi ha concentrato i propri insegnamenti in oltre cento libri, diversi articoli come editorialista e numerose ospitate in programmi televisivi di divulgazione. Non solo, nel corso degli anni la psicoterapeuta ha rilasciato varie interviste. Tra queste VITA ha riproposto un dialogo avuto con Parsi nel 2022, in cui a saltare agli occhi è una frase da lei detta, che racchiude il suo pensiero sui più piccoli:
Il futuro dei vecchi è dare futuro ai giovani.
Sto lavorando proprio su questo, sull’elogio della vecchiaia adolescente, sulla capacità di conservare la capacità di sognare e di costruire.
Ashley Montagu ha scritto un libro bellissimo, Saremo bambini: essere bambini non sta nel nostro passato, ma nel nostro futuro.
Da una parte c’è la creatività che viene dalla libertà, quella di cui parlava anche Picasso quando diceva che gli è servita tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino.
Ma accanto alla creatività, l’altro futuro che hanno i vecchi è dare futuro ai giovani: è qualcosa che i nonni sanno benissimo.
Che non significa lasciare case o beni, ma entrare in empatia con i sogni dei più giovani e lasciare che siano loro a decidere cosa costruire nel loro futuro.
Poi, una riflessione sui tempi che cambiano e sulle famiglie, sempre più numerose, che si affidano a dei professionisti per educare al meglio i propri figli:
Leggo questa trasformazione in analogia a quella che negli anni ha segnato il passaggio dal pensare che “i panni sporchi si lavano in casa” alla famiglia di oggi che dinanzi a una difficoltà di coppia o educativa chiede aiuto ai professionisti.
È una scelta che ha una profondissima valenza psicologica e pedagogica insieme e che davvero combatte l’indifferenza, vero nemico della nostra società.
Su Interris.it, invece, si può leggere la considerazione di Parsi sull’importanza del gioco per i bambini. Questi, infatti, attraverso il rapporto con altri coetanei e con oggetti e attività varie, mettono in mostra la propria essenza interiore:
Quando giocano con gli altri emergono i loro modi di stare nei rapporti, imparano a collaborare e come a manifestare le proprie opposizioni.
Inoltre, in base alle loro scelto durante il gioco possiamo vedere le loro tendenze di carattere e di personalità.
Quindi, non limitare la creatività dei propri figli, ponendoli davanti agli schermi di smartphone o computer, ma concedendogli spazi in cui esprimersi al meglio, da soli o in compagnia, anche degli stessi genitori. Uno dei moniti della fondazione “Movimento Bambino”, a tal proposito, è: “L’infanzia è attesa di eventi luminosi e lieti, eroici, santi e belli. […] Bisogna illuminare l’infanzia per farlo crescere“.
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I messaggi di cordoglio
A esprimere un pensiero verso Maria Rita Parsi e la sua immensa attività di tutela dei diritti dei bambini sono state diverse figure dell’ambiente istituzionale. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, come riporta Ansa, ha scritto:
Nella sua attività di rilievo internazionale come psicologa e psicoterapeuta è stata e resterà un punto di riferimento fondamentale nella tutela della salute e dei diritti dei bambini e degli adolescenti.
La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, invece: “Mancherà non solo per il contributo importante che portava in seno all’organismo di contrasto del bullismo e del cyberbullismo che abbiamo istituito, ma per la sensibilità e la competenza che metteva in ogni cosa“. Infine, il vicepremier Salvini ha condiviso:
Con il suo entusiasmo e la sua gentilezza ci ha offerto in questi anni un’analisi lucida e appassionata sulla condizione giovanile.
La solitudine diffusa e la mancanza di valori a cui riferirsi erano per lei il motivo di tanto disagio.
L’Italia perde una professionista di livello e una donna che ha fatto della sua professione una missione.

