Il disegno ha numerosi effetti positivi sui bambini, dei quali sviluppa l’estro creativo e la fantasia, ma non solo. Il progetto nazionale Nati per Disegnare, che organizza eventi artistici per i genitori e i loro piccoli, è stato istituito proprio per ribadire questo concetto.
Durante gli incontri, si spiega agli adulti quali sono i benefici delle attività artistiche sullo sviluppo cognitivo, motorio ed emotivo, nel corso degli anni dell’infanzia. Come riporta Il Corriere della Sera, il progetto è nato in Emilia Romagna, grazie all’Unione Italiana del Disegno, ma presto si è diffuso in tutta Italia.
L’architetto Marcello Balzani sostiene, sull’importanza della stimolazione artistica nei bambini: “Proteggere e stimolare la creatività negli anni dell’infanzia è urgente ed importante per i benefici garantiti nell’immediato e anche a lungo termine”.
In cosa consiste il progetto
Nati per Disegnare è il progetto pensato dall’Unione Italiana del Disegno, associazione scientifica e culturale, senza fini di lucro, intenta a promuovere e coordinare una serie di attività della ricerca scientifica, inerenti al disegno. L’idea, quindi, è nata in collaborazione con il Programma Nazionale Nati per Leggere e ha preso il via in Emilia Romagna, per poi espandersi su tutto il territorio nazionale.
Come fa sapere Il Corriere della Sera, l’obiettivo principale del progetto è quello di evidenziare i benefici cognitivi, motori ed emotivi che l’attività artistica apporta ai bambini, negli anni dell’infanzia. Gli eventi, infatti, sono pensati per le famiglie. I più piccoli si divertono, gli adulti imparano cosa di buono determina il disegno nelle menti dei bimbi.
Marcello Balzani, architetto, docente di architettura presso l’Università di Ferrara e ideatore del progetto sperimentale, per cui collaborano oltre 80 ricercatori universitari attivi in diverse regioni, ha sottolineato:
Nati per Disegnare (NpD) promuove il disegno come buona pratica da vivere con i genitori nell’ambiente familiare per favorire il benessere dei bambini.
Un progetto che richiama l’attenzione su una pratica ad oggi non sufficientemente considerata, che può diventare una consuetudine da coltivare in famiglia, coinvolgendo i bambini e anche le mamma e i papà.
Attraverso lo scarabocchio e poi il disegno il bambino conosce se stesso ed esprime le sue emozioni.
In occasione degli eventi organizzati in varie città, i genitori ricevono informazioni e suggerimenti per coltivare la creatività dei loro bambini e hanno modo di vederli all’opera, impegnati a dipingere, ritagliare, incollare, creare, con la guida degli operatori di NpD.
Il dedicarsi al disegno, nell’ultimo periodo, è stato ampiamente tralasciato, tanto da avere ripercussioni negative sui ragazzi più grandi. Continua Balzani:
Negli ultimi anni è stato riscontrato un calo delle capacità creative degli studenti universitari che hanno scelto discipline dove si disegna.
Proteggere e stimolare la creatività negli anni dell’infanzia è urgente ed importante per i benefici garantiti nell’immediato e anche a lungo termine.
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Siamo tutti “Nati per Disegnare”

Come già detto, le attività proposte dal progetto Nati per Disegnare sono rivolte ai bambini, ma anche ai loro genitori. Proprio questi ultimi, come fa sapere Il Corriere della Sera, hanno notato dei miglioramenti nella capacità dei bambini a esprimere se stessi e le emozioni provate. Afferma l’architetto Balzani:
Capita che i genitori ci dicano un po’ sorpresi che “funziona”, ed è proprio così, disegnare fa sentire bene.
Siamo veramente nati per disegnare: prima ancora di imparare a comunicare attraverso la parola, l’umanità si è espressa attraverso la danza e il disegno.
È una capacità ancestrale, pensiamo al bambino piccolissimo che con un bastoncino disegna sulla sabbia senza che nessuno glielo abbia insegnato.
Sull’abbandono del disegno in età adulta, invece, perché si considera un’attività esclusiva del periodo infantile, l’architetto ha le idee ben chiare:
Da bambini abbiamo imparato a scrivere, leggere, disegnare.
Ma una volta cresciuti molti adulti non disegnano più. Il disegno è associato ai primi anni dell’infanzia e con l’inizio della scuola primaria viene relegato in secondo piano per concentrarsi su altre discipline.
È diffuso il pregiudizio che disegnare sia un’attività da bambini piccoli.
Ma la competenza iconica è fondamentale per comprendere e interpretare le immagini e di conseguenza la realtà che ci circonda.
Le aree del cervello coinvolte nell’attività artistica sono le stesse del problem solving: limitando la propria esperienza a narrazioni iconiche preconfezionate e stereotipate, si perde l’opportunità di sviluppare pienamente il potenziale del bambino.
La capacità di decodificare messaggi iconici e di interpretarli non finisce di certo con l’infanzia, anzi costituisce una competenza fondamentale per la lettura critica e l’interpretazione del mondo che abitiamo, ancor più fondamentale nella nuova era digitale.
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Gli sviluppi del progetto
Il progetto Nati per Disegnare dall’Emilia Romagna si è espanso su tutto il territorio nazionale, seguendo il modello del simile Nati per Leggere. Si è partiti, quindi, dalla biblioteca per ragazzi Casa Vignuzzi di Ravenna, con attività per bambini dai 3 ai 6 anni, e si è poi proseguito a Pavia, Bologna. Ha spiegato Marcello Balzani:
Il progetto Nati per Disegnare si sta sviluppando in stretta collaborazione con il programma nazionale Nati per Leggere.
Abbiamo attivato delle sperimentazioni in varie regioni e in gennaio inizieranno anche i corsi per formare i volontari, secondo il modello di Nati per Leggere.
Siamo partiti dalle città di Ferrara e Forlì e ora fatichiamo ad accogliere tutte le richieste: i nostri eventi si svolgono presso gli ambulatori di pediatria, ma anche nelle biblioteche, nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.
L’espansione del progetto è dovuta, soprattutto, alla collaborazione con piccole realtà locali. Fa sapere Il Corriere della Sera che, per esempio, il Gruppo NdP di Alghero ha sviluppato il logo e si è occupato del sito, delle piattaforme social, della grafica dei kit da donare ai bambini e delle magliette. Questo sviluppo ha apportato novità anche nella gestione del progetto. Conclude Balzani:
Da qualche tempo abbiamo avuto la possibilità di parlare del progetto anche ai futuri genitori, in occasione del corsi di accompagnamento alla nascita organizzati dal Centro per le Famiglie di Faenza.
I primi mille giorni rappresentano un periodo prezioso poiché i genitori sono molto attenti alle informazioni e alle proposte che favoriscono il benessere dei loro bambini.
E nel corso di quest’anno prenderà il via un monitoraggio scientifico delle attività e dei risultati conseguiti.

