Martina Maggio è la neo dottoressa e neo mamma, che ha discusso la tesi e partorito in poche ore. Questa incredibile storia ha avuto luogo nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove la 27enne ha conseguito il titolo triennale in Psicologia e ha dato alla luce il suo primogenito, Francesco.
A riportarlo è Fanpage, che racconta come la giovane vigilessa è riuscita a gestire entrambi gli impegni in maniera egregia, collegandosi da remoto con l’Università telematica di Bari alle 9:40 del 15 gennaio ed entrando in sala parto alle 12:17, per sottoporsi a un cesareo.
Circondata dall’affetto dei suoi cari, Martina ha raccontato: “È successo tutto con una fretta inaspettata, ieri ero a casa dei miei genitori e ora tengo in braccio mio figlio e sono dottoressa. Che dire: sono frastornata”.
Martina è mamma e dottoressa in poche ore
Quella di Martina Maggio, 27enne di San Cassiano, a Lecce, e vigilessa a Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, non è una storia che capita tutti i giorni. La giovane, infatti, lo scorso 15 gennaio ha vissuto una giornata doppiamente indimenticabile. Alle 9:40, come riporta Fanpage, ha discusso la sua tesi triennale in Psicologia.
La particolarità? Non si trovava nell’Università di Bari, ma nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, a causa di una gravidanza il cui termine, per motivi clinici, è stato anticipato da febbraio a metà gennaio. L’improvvisa rottura delle acque di Martina, quindi, ha costretto a spostare la seduta di laurea nella struttura ospedaliera.
Neanche due ore dopo la proclamazione, alle 12:17, Martina ha dato alla luce il piccolo Francesco, di 2 chili e 600 grammi. Accolto dal papà Simone, dai nonni e dalla gioia di tutto il personale sanitario, il bimbo sta bene. L’ospedale, in una nota, ha fatto sapere: “La neomamma e neolaureata ha ringraziato operatori e operatrici del reparto per la collaborazione e la cura: buona vita al piccolo e auguri a mamma e papà“.
Un operatore sanitario, invece, come riporta Fanpage, ha descritto i momenti prima della discussione e del parto, ricchi di emozione. Queste le sue parole:
Il neonato ha rotto il sacco proprio il giorno della laurea di mamma, poi ha pensato bene di mettersi seduto e godersi lo spettacolo in prima fila, assistendo a modo suo la sua mamma tremante.
Ho visto la neo mamma piangere a dirotto subito dopo la discussione, il marito più emozionato di lei che le reggeva il suo computer, era uno sfogo liberatorio, ma anche di ansia perché dopo poco l’ho accompagnata in sala operatoria per affrontare la seconda prova.
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Il racconto di Martina

“Ora sono stanca ma felice”. Così si è definita Martina Maggio a La Repubblica, dopo l’intensa giornata del 15 gennaio: “È successo tutto con una fretta inaspettata, ieri ero a casa dei miei genitori e ora tengo in braccio mio figlio e sono dottoressa. Che dire: sono frastornata”.
La 27enne, infatti, era pronta a discutere la sua tesi in presenza e prepararsi al pre-ricovero solo dopo la proclamazione. Le cose, però, sono andate diversamente dal previsto e, come riporta La Repubblica, le acque si sono rotte prima della data presunta. Questo il racconto di Martina:
Il parto era previsto per l’11 febbraio ma per problemi di posizione del bambino, la ginecologa mi ha comunicato che la data sarebbe stata anticipata per la fine di gennaio.
Così, due settimane addietro, ho inoltrato un’email a Bari (dove ha sede la mia università telematica) per comunicare l’impossibilità a essere presente per la discussione e la successiva proclamazione e ho chiesto di poter procedere da remoto.
La richiesta è stata accettata e proprio per oggi era prevista la discussione.
Domani, invece, avrei proceduto con il pre-ricovero in attesa del taglio cesareo fissato per le prossime settimane.
Durante l’organizzazione dei preparativi per la festa di laurea, però, a Martina, che si trovava in Salento già da alcuni giorni, si sono rotte le acque, nella casa dei suoi genitori:
Ho immediatamente contattato la ginecologa che mi ha immediatamente suggerito di raggiungere l’ospedale Vito Fazzi dove c’è la terapia intensiva neonatale.
Da quel momento è stato un turbinio di emozioni, di cambi di programma fino al doppio lieto evento.
Questa mattina, quando è cambiato il turno, un’infermiera mi ha comunicato la necessità di dover finire in sala parto da lì a breve.
Avevo persino messo la cuffia in testa e il catetere ma quando ormai credevo di dover rimandare il mio appuntamento con la corona d’alloro, un’ostetrica ha nuovamente modificato il cronoprogramma.
Al termine di una giornata così intensa ed emozionante, la 27enne ha confessato: “Sono stanca ma voglio ringraziare tutti, ho trovato persone eccezionali in reparto, con un carico di umanità”.
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