Addio a Valentino Garavani, l’Ultimo Imperatore a conquistare il mondo della moda

Si è spento a 93 anni Valentino Garavani, noto stilista che ha portato la moda italiana nel mondo. Con il "suo" Rosso e la sua eleganza, ha conquistato le passerelle e il cinema internazionale.

Ad image

Si è spento ieri, 19 gennaio, a 93 anni, Valentino Garavani, ultimo grande nome dell’alta moda italiana. Conosciuto solo come Valentino, da cui ha preso il nome il suo rinomato marchio, lo stilista ha dedicato tutta la vita a cartamodelli e tessuti.

Stessa vita trascorsa nell’eleganza, nel lusso e nella celebrazione costante del proprio lavoro. Conosciuto e amato in tutto il mondo, Valentino ha iniziato a studiare da giovanissimo a Milano, per poi proseguire in Francia. Inoltre, la mostra in suo onore Venus-Valentino, è stata inaugurata lo scorso 18 gennaio.

Insignito di una serie di riconoscimenti per aver portato la moda italiana in tutto il mondo, uno dei principali apporti dello stilista è sicuramente l’invenzione del celebre rosso, che porta il suo nome. Passerelle, cinema, red carpet, il “suo” colore è stato tra i protagonisti indiscussi della carriera stilistica di Valentino.

La nascita del mito Valentino

Valentino Clemente Ludovico Garavani è nato a Voghera, in provincia di Pavia, l’11 maggio 1932. Fin da piccolo ha manifestato l’interesse per la moda, tanto da frequentare una scuola di figurino a Milano. L’obiettivo, però, al tempo, era raggiungere la Francia. Il giovane Valentino, quindi, ha studiato la lingua francese presso la Berlitz School of Languages, per poi trasferirsi a Parigi e specializzarsi in stilismo presso l’École de la chambre syndicale de la couture parisienne.

Come riporta Ansa, negli anni Cinquanta lo stilista ha mosso i primi passi collaborando con la maison Jean Dessès e con l’atelier di Guy Laroche. In seguito a tali esperienze, nel 1957 è nato il marchio Valentino, fondato da Garavani insieme al padre. Per risolvere i problemi finanziari dovuti agli alti costi della gestione del brand, lo stilista è entrato in società con Giancarlo Giammetti, studente di architettura con cui Valentino ha avviato al tempo una nuova maison.

Nel 1959, dunque, è stato aperto il primo atelier a Roma, in via Condotti, e l’anno successivo è stata sancita la collaborazione con Giammetti. È l’inizio di una carriera solo in ascesa, che parte con la collezione a Pitti Moda di Firenze, nel 1962, che valgono due pagine dedicate alla sfilata sull’edizione francese di Vogue.

Negli anni Settanta vengono aperti i primi atelier nelle città più importanti della moda internazionale, come Parigi, Tokyo, New York. Nonostante ciò, nel 1998 la maison è stata venduta alla casa tedesca Hdp, nel 2002 al Gruppo Marzotto, cinque anni dopo alla sceicca Shikha Mozah. Infine, dal 2023 il marchio è per il 30% del gruppo Kering.

Leggi anche: Chi è Alessandro Michele, il nuovo direttore creativo di Valentino?

L'”ultimo imperatore” della moda

Il soprannome con cui Valentino è stato identificato negli anni più recenti è l'”Ultimo Imperatore” della moda. Come fa sapere Ansa, il motivo di tale appellativo è da ricollegare alla festa organizzata dallo stilista in occasione del 45esimo anniversario della maison.

I festeggiamenti si sono protratti per tre giorni. Una sfilata di alta moda nel complesso di S. Spirito in Sassia, a Roma, un galà nel Tempio di Venere, la scenografia curata dal Premio Oscar Dante Ferretti, un ballo e un concerto live di Annie Lennox in una pagoda cinese allestita nel Parco dei Daini, nel cuore di Villa Borghese.

A tutto questo hanno assistito i mille invitati, tra cui Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrità. Il soprannome che ne è derivato, quindi, è stato “Ultimo Imperatore”, lo stesso che ha dato il titolo al docu-film su Valentino, The Last Emperor, un resoconto degli ultimi anni di attività dello stilista, tra passerelle, interviste e backstage. A curare la realizzazione del prodotto è stato il regista Matt Tyrnauer.

Leggi anche: Chi è Riccardo Bellini, ad di Valentino: una nuova era per la maison romana

Dal Rosso Valentino al cameo al cinema

Addio a Valentino Garavani, l'Ultimo Imperatore a conquistare il mondo della moda 2

L’intuizione di maggiore spicco che Valentino ha avuto nel corso della carriera è stata sicuramente la creazione del “suo” Rosso, divenuto poi simbolo di un marchio che ha attraversato il mondo, geograficamente e artisticamente parlando. Secondo quanto riporta SkyTg24, lo stilista, una sera, presso l’Opera di Barcellona, è stato catturato da una donna vestita di rosso: “Una donna in rosso, soprattutto di sera, è una meravigliosa immagine che non si dimentica”.

Ecco, quindi, che dopo una accurata ricerca è nato il Rosso Valentino, dal sottotono caldo, capace di adattarsi a tutti i tessuti e di spiccare addosso a ogni soggetto. Sempre intenso, il colore è stato il protagonista indiscusso anche nel mondo del cinema. Si ricordano, a tal proposito, i vestiti rossi di Kelly LeBrock ne La signora in rosso e Julia Roberts in Pretty Woman.

Nel mondo cinematografico, però, non sono stati protagonisti solo i suoi lavori. Anche Valentino, infatti, ha preso parte con un cameo, nel 2006, ne Il diavolo veste Prada, interpretando se stesso. Durante le riprese, lo stilista ha conosciuto l’attrice Anne Hathaway, con cui è iniziata anche una profonda amicizia, tanto da disegnare l’abito per il suo matrimonio.

Anche nel sequel del film, la cui uscita in Italia è prevista per il 29 aprile 2026, c’è un omaggio allo stilista. Il personaggio di Miranda Priestly, infatti, appare con un paio di décolleté rosse Valentino Garavani Rockstud.

Messaggi di cordoglio per Valentino

Valentino si è spento il 19 gennaio a 93 anni, a Roma, circondato dall’affetto dei suoi cari. Come riporta Ansa, la camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18, in piazza Mignanelli, mentre i funerali si svolgeranno venerdì 23 gennaio, alle ore 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Tra i primi messaggi di cordoglio, quello della Premier Giorgia Meloni, la quale ha scritto sui social: Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto“. Pierpaolo Piccioli, successore di Valentino alla guida creativa della maison, ha scritto una lettera d’addio ricca di sentimento:

Posso accettare la tua assenza, ma mai la tua morte.

Un mentore silenzioso, capace di insegnare che la bellezza non è un lusso, ma una forma di difesa e che l’assoluta precisione, senza umanità, non lascia traccia.

Alessandro Michele, invece, ha ricordato lo stilista come una figura centrale della storia culturale italiana», capace di insegnare che creare significa prendersi cura, e che la bellezza è attenzione paziente al tempo e ai corpi“. Sentito anche il cordoglio di Donatella Versace:

Oggi abbiamo perso un vero maestro, che sarà ricordato per sempre per la sua arte.

Il mio pensiero va a Giancarlo, che non lo ha mai lasciato solo in tutti questi anni.

Non verrà mai dimenticato.

Condividi
Ad image