martedì, Gennaio 31, 2023

5 buoni motivi per scegliere l’edilizia acrobatica

Tutto quello che devi sapere sull'edilizia acrobatica

L’edilizia acrobatica è una tecnica innovativa del settore edilizio, nata agli inizi degli anni Novanta, ma sempre più utilizzata per numerosi interventi edili, dalla ristrutturazione di intere facciate alla messa in sicurezza di interi edifici. 

Chi lavora in questo settore ha la complicata missione di raggiungere luoghi di difficile accesso e ad alta quota: questo senza l’utilizzo di strutture di sostegno, come ponteggi, piattaforme elevabili o passerelle. 

Quali lavori è possibile eseguire con l’edilizia acrobatica

Sono numerosi gli interventi edili che un’azienda che si occupa di edilizia acrobatica può realizzare, giusto per citarne alcuni: rifacimento del tetto, ristrutturazione dei balconi, messa in sicurezza di interi edifici, rifacimento facciate, rifacimento del tetto, installazione canne fumarie, etc. 

Quali sono i vantaggi dell’edilizia su fune

L’edilizia su fune è un metodo utilizzato per facilitare l’accesso a zone difficili da raggiungere, tipicamente zone ad alta quota, attraverso l’uso di corde e altre attrezzature.

Ci sono diversi vantaggi nell’optare per questo tipo di tecnica, alcuni di questi includono il fatto che si tratta di un metodo relativamente veloce, sicuro e a basso impatto ambientale per completare le attività. Non solo riduce significativamente le ore di manodopera, ma minimizza anche i rischi sia per i tecnici responsabili della manutenzione che per l’ambiente circostante.

5 motivi per scegliere l’edilizia su fune

L’edilizia acrobatica è più efficiente

Indubbiamente improntare dei lavori con la tecnica di edilizia su fune richiede meno tempo ed è un mezzo di accesso più rapido rispetto al ponteggio. Mentre possono essere necessari giorni per erigere l’impalcatura necessaria per completare un lavoro, l’attrezzatura per procedere con le funi richiede da pochi minuti a poche ore. Inoltre i ponteggi occupano molto spazio, sono sempre necessari permessi che possono causare talvolta ritardi considerevoli. 

Le attrezzature ingombranti necessarie per impalcature e piattaforme, inoltre spesso bloccano gli ingressi degli edifici privati, ma anche di negozi ed edifici pubblici, e le aree esterne, mentre in questo caso i lavori ad alta quota sono meno impattanti, il che riduce al minimo i tempi di inattività. Lavorando da una posizione ancorata, piuttosto che dal basso verso l’alto su un’enorme struttura, è possibile continuare il lavoro quotidiano mentre il lavoro in quota viene svolto alacremente.

L’edilizia acrobatica ha costi più competitivi

Quando si tratta di costi, questo tipo di tecnica è decisamente molto più economica rispetto all’edilizia tradizionale che prevede il montaggio delle impalcature. L’edilizia su fune non solo richiede meno attrezzature, ma è anche più veloce e riduce i tempi di costruzione. Ricordiamo che il tempo è denaro e quando si opta per i ponteggi, è necessario il pagamento per far erigere la struttura dagli operai, e poi di nuovo per poter completare il lavoro. Da contare anche il noleggio delle impalcature, qualora l’azienda contattata non le avesse di proprietà.

È un’alternativa più sicura

Ad eseguire interventi di edilizia acrobatica non sono delle semplici ditte di costruzione, ma delle apposite aziende con professionisti della corda e dell’arrampicata che sono stati prontamente formati per divenire operatori acrobatici. 

È rispettoso dell’ambiente

I lavori ad alta quota sono considerati una delle opzioni più ecologiche in circolazione. Oltre ad avere un impatto minimo sull’ambiente circostante, le emissioni vengono ridotte lungo tutta la catena, dal trasporto di attrezzature pesanti alle emissioni dei motori in loco. 

È versatile

L’edilizia su fune è un metodo progettato per essere utilizzato anche in aree di difficile accesso, come spazi ristretti, spazi molto alti. Può essere utilizzato soprattutto in aree che gli altri operatori semplicemente non possono raggiungere. Al giorno d’oggi, esistono tecniche di accesso sufficientemente avanzate da adattarsi a quasi tutti gli ambienti.

Qual è la normativa di riferimento per la sicurezza

L’edilizia su fune è regolata dalle norme di sicurezza previste dalla legge, gli operatori devono affrontare dei corsi di formazione realizzati ad hoc per il lavoro ad alta quota, ottenendo l’abilitazione: attraverso l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori (AIFOS) è possibile ottenere la formazione necessaria per la qualifica di addetto ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi, che darà come risultato un team di operatori altamente specializzati ed in grado di lavorare in assoluta sicurezza. 

Il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro rappresenta un riferimento per tutte le norme che regolano i lavori edilizi e la sicurezza, tra cui il Decreto Legislativo n. 81/2008, testo coordinato con il Decreto Legislativo n. 106/2009.

Gli altri riferimenti possono essere trovati nelle leggi in materia di prevenzioni dagli infortuni e del lavoro, ed in quelle relative ai dispositivi di protezione individuale:

  • D.lgs. 8 luglio 2003, n° 235 “Attuazione della Direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori”.
  • Direttiva 2001/45/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27/06/01 che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori.
  • D.M. 22 maggio 1992, n° 466 del Ministero del Lavoro e P.S. – “Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici”.
  • D.lgs. 4 dicembre 1992, n° 475 – “Attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale”.
  • D.lgs. 2 gennaio 1997, n°10 – “Attuazione delle direttive 93/68 CEE, 93/95 CEE e 96/58 relative ai dispositivi di protezione individuale”.
  • D.M. 13 Febbraio 2003 del Ministero delle attività Produttive – “Terzo elenco di norme armonizzate concernente l’attuazione della direttiva 89/686 CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale”.

Sottolineiamo poi che l’attrezzatura mai come in questo caso è fondamentale. I tecnici abilitati sono formati per avere una conoscenza approfondita dei dispositivi che usano e delle loro applicazioni tecniche. Inoltre, questi dispositivi devono essere controllati e mantenuti regolarmente.

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