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29 febbraio, tutto quello che non sai sull’anno bisestile

L’Osservatorio del tempo di Greenwich “aggiusta” il tempo ogni volta che il calendario gregoriano “sbava” di un secondo.

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Sfogliando un calendario ci rendiamo conto che ogni giorno in un anno viene una volta sola. Una constatazione ovvia. Se però guardiamo il calendario di un anno bisestile possiamo renderci conto che c’è un giorno, il 29 febbraio, che in un anno non viene una volta sola, bensì una sola volta ogni 4 anni o, se preferiamo, una sola volta ogni 1461 giorni. E non sempre è così.
Perché l’anno bisestile?
 L’anno bisestile è conseguenza di un errore di calcolo nel Calendario Giuliano. Il concilio di Nicea del 325 aveva fissato le norme per il calcolo della Pasqua facendola cadere ogni anno, la domenica successiva al primo plenilunio di primavera.

La Terra non è così precisa nei suoi movimenti, ecco perché il calendario perdeva secondi ogni anno

L’anno solare che consiste nel tempo che intercorre tra l’inizio della primavera e l’inizio della primavera dell’anno successivo ha una durata media di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi, cifra che noi approssimiamo per semplicità, nell’anno civile, a 365 giorni. L’anno solare medio ha questa durata ma la Terra, nei suoi movimenti, non è sempre così precisa ecco perché il Calendario Giuliano perdeva dei secondi ogni anno, per la precisione venivano persi circa 6,4 millesimi di giorno. In 1547 anni tra il 325 e il 1582, si erano persi circa 10 giorni e la primavera iniziava non più il 21 marzo ma il giorno 11.

Riforma Gregoriana, per evitare l’accumulo di nuovi ritardi si decise di aggiungere un giorno a febbraio ogni 4 anni

Papa Gregorio XIII, si rese conto che di questo passo la Pasqua sarebbe caduta non più in primavera ma in estate e successivamente in tutte le altre stagioni. Ecco perché con l’aiuto di alcuni matematici e di alcuni monaci gesuiti, all’epoca determinanti anche in ottica della Controriforma Cattolica, il Papa decise di riformare il calendario “recuperando” i 10 giorni di ritardo e passando da giovedì 4 ottobre a venerdì 15 ottobre 1582. Per evitare l’accumulo di nuovi ritardi si decise di aggiungere un giorno a febbraio ogni 4 anni a partire dal 1584. In questo modo però si sarebbero avuti dei problemi opposti con il passare del tempo, in particolare ogni 128 anni si sarebbe accumulato circa un giorno, per questo si decise che gli anni bisestili sarebbero stati tutti quelli che avrebbero dato resto zero se divisi per 4 con l’eccezione degli anni che terminano con due zero, per questi vale la regola secondo la quale l’anno è bisestile solo se è divisibile sia per 4 che per 400.

Ecco perché il 1900 è stato bisestile mentre il 2000 non lo è stato

Un esempio matematico per capire i calendari speciali:
1900:4 = 475 con resto 0
1900:400 = 4,75 cioè 4 con resto 300 quindi il 1900 non è stato bisestile
2000:4 = 500 con resto 0
2000:400 = 5 con resto 0 quindi il 2000 è stato bisestile

Anche il 30 febbraio è un giorno speciale

Un caso singolare ma non troppo, il 30 febbraio. 
Due casi singolari sono quelli della Svezia e dell’Unione Sovietica che rispettivamente nel 1712 e nel 1930 e 1931 hanno avuto un mese di febbraio di 30 giorni per potersi riallineare dato che avevano scelto di non seguire il Calendario Gregoriano ma quello giuliano, cosa che la Chiesa Ortodossa, per le liturgie fa ancora oggi.

L’infinita ricerca di una precisione assoluta

Anche con la formula esposta non si raggiunge una precisione assoluta e nei secoli sono stati proposti ulteriori aggiustamenti, varie formule che portano a una precisione sempre maggiore pur senza raggiungere una completa coincidenza con l’orbita terrestre che varia per ragioni legate alla gravità. Per questa ragione in definitiva l’Osservatorio del tempo di Greenwich “aggiusta” il tempo ogni volta che il calendario gregoriano “sbava” di un secondo.

di Domenico Di Sarno

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