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Ilaria Di Roberto rompe il silenzio: “Di bullismo non si deve più morire”

La storia contempla nell'ordine: furto di identità, revenge porn, cyberbullismo, hacking, truffa e pirateria, nonché minacce e diffamazione.

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Ilaria ha contattato a tappeto testate giornalistiche, televisioni, emittenti radiofoniche, ha partecipato a incontri con associazioni e si è difesa sui suoi canali social. Tutto pur di far arrivare un messaggio chiaro ai suoi aggressori: “Non avrete un’altra vittima”. A seguito delle ripetute denunce, otto per l’esattezza dalla metà del 2019, sono in corso le indagini della Procura di Latina. Nel frattempo, però, Ilaria ha trovato il coraggio di uscire dalla bolla di paura che da mesi le sta condizionando la vita, ledendo la sua stabilità e quella dei suoi cari.

Sapevo di correre dei rischi esponendomi, ma ho scelto comunque di metterci la faccia. Non ho motivo di nascondermi.

La storia di Ilaria è al limite del credibile. E di questo lei è assolutamente consapevole. Ma con l’aiuto del suo avvocato, Luigi Pescuma, ha sporto denuncia per mettere fine alla macchina del fango che l’ha coinvolta.

La mia è una vera missione sociale. Sono esausta, ma voglio continuare a combattere. Combatterò per me, per la mia famiglia e per tutti coloro che non ce l’hanno fatta. Per Tiziana Cantone, per Carolina Picchio, per Brandy Vela e tutte le altre donne che, dopo aver sopportato tanto, hanno smesso di urlare. Forse non ne avevano più la forza. Ora sono io a urlare e voglio farlo anche per tutte loro.

Le rubano l’identità, inizia l’incubo del revenge porn

Nel 2017 Ilaria conosce un ragazzo con il quale inizia a frequentarsi. Dopo poco i due decidono di troncare il loro rapporto sentimentale, ma rimangono in contatto. Nel tempo la loro complicità cresce, c’è sintonia e i due si legano profondamente. Ilaria è ancora innamorata, ma è disposta a reprimere i suoi sentimenti in virtù di quell’amicizia. Si sentono quotidianamente e diventano spalla l’uno dell’altra. Suo malgrado Ilaria sa che il ragazzo frequenta altre donne e tra queste ce n’è una che manifesta insofferenza nei suoi confronti. È molto gelosa di lei, la tratta con stizza e prova in più occasioni ad allontanare i due amici. Diventa sempre più invadente, quasi ossessiva nei confronti di lui, al punto che il ragazzo decide di allontanarla e salvaguardare l’amicizia di Ilaria.

Solo una storia di gelosia?

Qualche giorno dopo la rottura, il ragazzo comincia ad essere infastidito sui social. Su Facebook e Instagram vengono usate le sue foto, disponibili online, per creare altri profili a stampo denigratorio. Lo stesso succede ad Ilaria. A lei arrivano messaggi offensivi in cui le viene intimato di allontanarsi dal ragazzo con la promessa che se non fosse stata lei a farlo, sarebbero riusciti comunque a dividerli. Inoltre, come si legge nella denuncia che in seguito Ilaria ha sporto alla Procura:

Sia io che il ragazzo ricevevamo di continuo sui nostri telefoni sms contenenti dei codici di accesso da Google, Instagram, Facebook e conferme di ordini effettuati su vari siti di vendita online come Just Eat, Booking e altri.

Le ordinazioni arrivano effettivamente a casa di Ilaria. E al suo domicilio si presentano anche persone, non sempre note alla ragazza, che l’accusano di aver ricevuto da lei messaggi offensivi sui vari social, con tanto di screenshot di prova. Venivano inviati da profili falsi creati a nome di Ilaria e che, tuttavia, veniva chiusi dopo poco tempo.

Ma c’è di più. Un giorno Ilaria riceve un messaggio da un account fake contenente un link. Aprendolo si accorge che era stato creato a suo nome, cioè utilizzando il vero nome e cognome, un profilo su un sito pornografico, usando foto prese dal suo account Facebook. Oltre alle foto c’erano video hard nei quali però la ragazza protagonista è sempre di spalle o china, per cui non è mai realmente visibile il volto di Ilaria. Di lì a poco comincia anche a ricevere chiamate di persone interessate a ricevere prestazioni sessuali.

Una particolare coincidenza

I due ragazzi increduli non sanno bene come muoversi. Ma le intimidazioni non si fermano, quindi insieme decidono di sporgere denuncia. Purtroppo, la situazione non si normalizzerà tanto presto. Ilaria vive molte tensioni e per questo più volte viene esortata dalla sorella a svagarsi per non soccombere a quella situazione. Così accade che le due si iscrivono ad un corso di ballo in un paese vicino al loro e vanno per la prima prova.

Tra gli iscritti al corso c’è una ragazza che durante tutta la lezione guarda insistentemente Ilaria. Alla fine dell’ora cerca anche un contatto con lei. Le pesta un piede. Ilaria non capisce subito. In seguito, le viene riferito che la ragazza in questione era la ex fidanzata del suo caro amico. Dopo poche settimane, lui verrà contattato da questa ex. Il ragazzo si confida con Ilaria. Giudica strano che solo dopo il loro incontro alla scuola di ballo lei abbia deciso di ricontattarlo. E se all’inizio la cosa lo turba, in un secondo momento cede alla avance e riprende la vecchia frequentazione. Nel tempo questo rapporto lo porterà ad allontanarsi da Ilaria. E mentre per lui le vessazioni su Internet finiscono, a eccezione di sporadici casi, Ilaria continua a ricevere messaggi di scherno per via della nuova relazione del suo amico. Qualcosa non quadra. Ilaria chiede spiegazioni, ma alla fine lui le chiede di allontanarsi, di lasciar perdere tutte quelle storie e tronca ogni rapporto. A malincuore Ilaria deve accettare la situazione e continuare da sola a difendersi dagli attacchi che per lei non sono ancora finiti.

La truffa di una cybersetta: “Abbiamo bisogno della tua lealtà”

Mentre accade tutto questo, Ilaria a maggio 2019 inizia a cercare un lavoro su Internet. Tra i vari annunci nota quello di uno studio esoterico. Da sempre affascinata da questo mondo, esplora il sito web e decide di contattare il centro per uno scambio di vedute. Ilaria:

Rimango quasi affascinata dalla serietà dei contenuti: oltre alla magia e a diverse testimonianze di persone che avevano trovato il giusto aiuto grazie allo studio, c’era una sezione dedicata alle truffe e al come evitarle, problema abbastanza frequente nell’ambito esoterico.

Subito viene ricontattata dal Vicario della società. Dopo una lunga conversazione, durante la quale Ilaria confessa il suo amore per i tarocchi, le viene offerto un lavoro come cartomante. Un’altra coincidenza: in quella circostanza Ilaria apprende che i suoi dati sensibili e le sue foto, insieme a quelle del suo ex amico, erano già a disposizione dello studio perché precedentemente qualcuno aveva chiesto un ‘rito di separazione’ a suo danno.

Un’opportunità di lavoro

Ilaria, persuasa di aver trovato una possibilità redditizia nella società esoterica, continua a curare i suoi rapporti con lo studio. Fa la sua prima prova con un cliente. Il Vicario le dice di essere colpito dalle sue doti, così le invia ‘i primi incartamenti’ per poter iniziare a lavorare in azienda.

I costi delle analisi variavano dai 100 ai 200 euro. Io dovevo chiedere al cliente la somma di 100 euro per la mia prima analisi, cioè la lettura dei tarocchi. Il mio guadagno sarebbe stato del 25% da corrispondersi ogni quindici del mese.

Il rendimento di Ilaria è buono e il Vicario, nel corso delle loro conversazioni, la loda spesso per il talento dimostrato e per la sua capacità di coinvolgere i clienti. E dopo sole due settimane le propone di entrare in società. Le dice che da socia i suoi profitti sarebbero stati più elevati. Fino al 50% per ogni operazione esoterica eseguita. La persuade insistendo sui guadagni economici, aspetto determinante nelle scelte prese da Ilaria. Inoltre, le dice che entrando in società avrebbe dimostrato agli altri soci la sua fedeltà. Perché le spiega che l’azienda ha una struttura piramidale e lei avrebbe dovuto guadagnarsi la fiducia anche di tutti gli altri. Nella denuncia:

Nel giro di pochi giorni firmai una serie di incartamenti. Posseggo una copia del contratto datato il 4 giugno 2019. All’interno era scritto che avrei ricevuto il 50% del guadagno per le mie prestazioni e che per il trasferimento del 5% delle azioni avrei dovuto firmare una cambiale di 40.000. I soldi sarebbero stati trattenuti dai miei guadagni futuri.

Ilaria diventa socia dello studio. Il passaggio della cambiale viene affidato a un avvocato intermediario che la ragazza ha incontrato presso il Tribunale di Latina, in data 18 giugno 2019.

Nessuna magia. Era tutto un inganno

Nei giorni a seguire l’atteggiamento del Vicario nei confronti della ragazza cambia. Ilaria viene invitata a essere più distaccata e formale. E soprattutto a chiedere più soldi. Le intima il Vicario:

 I clienti sono il nostro bancomat Ilaria. Svegliati! Al cliente devi dire quello che vuole sentirsi dire! E devi convincerli che il loro amato non tornerà mai, così che sborsino altri soldi per i rituali, che noi ovviamente non faremo!

Il Vicario comincia a confessarle ogni cosa. Le dice che non esiste nessuna magia, se non intesa come il potere della parola e della persuasione. La mette al corrente dei suoi affari, che spaziavano dalla produzione di documenti falsi allo spaccio. Le confessa di fare lui stesso uso della ‘sacra farina’. Le dice di possedere un impero in Internet, che in quanto esperto informatico poteva ottenere tutto quel che voleva entrando indisturbato in ogni conto bancario. Le dice che la sua fortuna è dipesa anche dalla sua abilità nel corrompere le persone giuste e infine che lei avrebbe fatto meglio a collaborare. Contro altri che avevano mostrato slealtà nei confronti della società la vendetta era stata dura e con tutte le informazioni a sua disposizione, e la firma della perizia, aveva materiale a sufficienza per accusarla di frode. Sì, perché poco tempo prima a Ilaria era anche stato chiesto di firmare una perizia come esperta in marchi di proprietà industriale e diritto d’autore, depositata presso il Tribunale di Latina in data 24 giugno 2019. Occasione in cui Ilaria si è prestata a dichiarare il falso.

“Non posso uscirne”

Ilaria capisce cosa le sta accadendo. È entrata in un giro di truffatori e disonesti. Ma capisce anche che uscire da quella situazione non sarà semplice. Tanto più che non sono mancate le minacce. Comunque, dopo la doccia fredda, il Vicario la rabbonisce proponendole un addestramento spirituale che l’avrebbe portata, secondo lui, a inquadrare la situazione nel modo corretto. Ilaria racconta:

Mi faceva fare degli esercizi: si trattava per lo più di ipnosi attraverso le quali richiamava nella mia mente alcuni ricordi delle mie vite passate. Tra un esercizio e l’altro richiamava l’autorità di Hitler, di Himmler, invocava Alessandro Magno e altri personaggi storici di elevato potere. Capisco di essere stata piuttosto ingenua, ma parliamo di un vero e proprio manipolatore capace, attraverso il suo temperamento, di condizionare mentalmente.

A questo punto lui si fida di nuovo di Ilaria. Anzi, la vuole ringraziare per quella perizia e le promette la somma di 5000 euro. Le chiede, però, un ultimo atto di lealtà. Si deve tatuare dietro la spalla sinistra il simbolo della società e fare un video in cui giurava fedeltà allo studio. Alla fine del video avrebbe dovuto dire “Heil Hitler”. Ilaria:

Disse che era una vera e propria invocazione. Diceva che nella società regnava lo spirito del dittatore e che proprio per questa ragione noi soci eravamo al sicuro.

Ilaria si presta a fare tutto ciò, anche se non ha mai percepito alcun soldo dallo studio. Né i millantati 5000 euro di premio, né i soldi per le prestazioni che nel frattempo continuava ad esercitare per i suoi clienti, ormai affezionati.

La presa di coscienza grazie all’aiuto della mamma

Le giornate di Ilaria passano tra ansie e ripensamenti fin quando un giorno, dopo aver parlato con la mamma, sinceramente preoccupata per lei, capisce di aver sbagliato. Racconta:

Mia mamma mi ripeteva spesso: “Ilaria cos’hai? Sei strana, i tuoi occhi sono spenti. Cosa sta succedendo?” Le sue paure fecero scattare in me una sorta di ‘presa di coscienza’ e mi resi conto che se avessi continuato in quella maniera non avrei aiutato la mia famiglia, com’era mia intenzione fare, ma l’avrei mandata sul lastrico.

È il 12 luglio 2019. Ilaria contatta il Vicario, lo mette al corrente dei suoi pensieri e gli dice che non potranno più collaborare. La vendetta promessa non si fa attendere.

È guerra aperta contro Ilaria

Sul telefono di Ilaria arrivano messaggi di minacce, contro di lei e contro sua madre. L’avvocato della Società le fa sapere che verrà denunciata per diffamazione, che verrà riscossa la cambiale da lei firmata e che procederanno con i pignoramenti. Viene creato un gruppo Whatsapp chiamato ‘Ilaria espulsa per frode’ all’interno del quale si divulgavano i suoi dati personali, il link del sito pornografico dove erano pubblicate le sue foto, tutto corredato da insulti e offese.

Vengo contattata da più clienti che mi mettono al corrente di essere stati aggiunti ad un gruppo Whatsapp. In questo gruppo il Vicario li convince a dichiararmi guerra e li invita a denunciarmi. Per fortuna avevo instaurato con loro un rapporto bellissimo, si fidavano di me e si sono schierati dalla mia parte. Mi inviavano screen di messaggi che ricevevano anche singolarmente, al fine di metterli contro di me.

Ricomincia il calvario dell’identità rubata. Vengono continuamente aperti a suo nome account Facebook e Instagram falsi. Vengono hackerati anche quelli della madre e della sorella con accessi da diversi luoghi d’Italia: Napoli, Torino, Catania, tutte città riconducibili alle sedi degli altri soci dello studio esoterico. Viene aperto un canale Youtube dove viene fatto girare un video in cui vengono divulgate anche foto di lei in compagnia dell’ex ragazzo, dal titolo ‘Ilaria Di Roberto malata di mente’, rimosso poi dalla piattaforma perché ‘il contenuto viola le norme su molestie e bullismo’. Vengono divulgati il video del giuramento alla società fatto da Ilaria, le foto del tatuaggio e le arrivano screen con tutti i contatti della sua rubrica e la minaccia che presto tutti quei numeri avrebbero ricevuto la stessa foto e video. Vengono lasciate cattive recensioni a nome di Ilaria a esercizi commerciali di persone a lei vicine. Un suo amico viene addirittura contattato dal Vicario per metterlo in guardia dalla ragazza perché, secondo lui, malata di mente. E in fine, viene divulgato in PDF, scaricabile gratuitamente, il libro di Ilaria, Anima. E dato che uno dei vincoli del contratto con la casa editrice riguardava la diffusione esclusivamente cartacea del testo da parte della stessa, dopo la divulgazione in formato digitale del libro, l’azienda decide di tagliare ogni rapporto lavorativo con lei. Inoltre, le bozze di un nuovo lavoro a cui Ilaria si stava dedicando recentemente, sono state cancellate o rubate dalla memoria del suo cellulare, che ancora adesso continua ad essere violato.

L’azienda per la quale lavorava come accompagnatrice sugli scuolabus ha deciso di non rinnovare la sua posizione senza fornire troppe spiegazioni. E molte persone del Comune in cui vive la guardano con sospetto, altri l’additano, alcuni si negano. Un clima tutt’altro che semplice da sostenere ogni giorno.

Rompere il silenzio: la battaglia di Ilaria contro il bullismo

Ilaria ha deciso di raccontare la sua storia con lo scopo di affrontare i suoi aggressori. Troppo spesso le vittime di abusi si sentono sole di fronte ad un insormontabile problema. Parlarne ed esporsi sembra solo un modo per amplificare una storia che invece le vittime preferirebbero mettere a tacere e dimenticare. Ma le ferite rimangono aperte e gli strascichi di queste situazioni affliggono al punto da provocare depressioni, disturbi psichici, comportamenti autolesionisti se non addirittura, nei casi più estremi, indurre al suicidio.

Ilaria ha un carattere forte, ha una grande determinazione e ha saputo creare intorno a sé una rete d’ascolto che le ha permesso di non sentirsi abbandonata. Il suo grido vuole raggiungere tutte quelle persone che invece credono di essere sole e che non trovano uno spiraglio.

Di bullismo non si muore o, almeno, non si deve più morire.

È questa una frase che Ilaria ama ripetersi e che ripete spesso da quando ha iniziato la sua battaglia contro la cybersetta di cui è caduta vittima, contro le donne che odiano altre donne, contro chi oggi la guarda con diffidenza perché nel dubbio crede sia meglio starle lontano che mostrare solidarietà. Fortunatamente, invece, c’è chi ancora ne riconosce l’importanza. Ed è grazie alla solidarietà che i carnefici non possono più starsene tranquilli. Ilaria è una, ma la rete che la sostiene è grande. E altre vittime della cybersetta grazie alla forza di Ilaria hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto e denunciare.

Questo Vicario continua a scrivere a Ilaria, a creare gruppi dove la schernisce, dove prova a screditarla insinuando il dubbio che sia stata lei a macchinare tutto solo per pochi minuti di notorietà. Sono messaggi di istigazione all’odio, al solo scopo di allontanare da lei le persone che le sono vicine e che sono la sua forza. Perché uscire dall’anonimato e ricevere supporto indebolisce i carnefici e restituisce la dignità, che invece si intende togliere, agli abusati. La giustizia sta facendo il suo corso, ma Ilaria non può aspettare. Il bullismo è violenza perpetuata. Bullizzare significa prevaricare l’altra parte senza che quest’ultima abbia la possibilità di riscattarsi dalla propria posizione. Il vero problema è proprio il silenzio, l’assenza di una reazione. E Ilaria a questo non ci sta.

di Elza Coculo

 

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